20 Dicembre 2021

ROMA: ALL’AMBASCIATA FRANCESE OPERAI ESEGUONO LAVORI EDILI SENZA INDOSSARE IL CASCO PROTETTIVO

    L’AMBASCIATA DI FRANCIA CURA I PROPRI IMMOBILI MA NON LA SALUTE DEGLI OPERAI CHE CI LAVORANO?

    ESPOSTO CODACONS A ISPETTORATO DEL LAVORO E CARABINIERI

    Dopo la vicenda che ha coinvolto l’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e che ha portato allo sfratto dello scultore Bruno Liberatore dal suo storico studio di Via del Vantaggio a Roma, proprio a seguito di lavori di ristrutturazione durante i quali sono state distrutte opere d’arte del maestro, ora si scopre che alla sede dell’Ambasciata (sita in Piazza Farnese a Roma) lavorerebbero a diversi metri di altezza operai senza casco di protezione.
    Lo denuncia il Codacons, che ha presentato un esposto all’Ispettorato del lavoro, alla Asl, ai Carabinieri e alla Sovrintendenza alle Belle Arti.
    “Gli operai lavorerebbero sull’impalcatura, ad altezze non da sottovalutare, senza i necessari Dispositivi di protezione individuale, in questo caso più nello specifico, senza indossare i caschi a protezione del capo e ciò in palese violazione di quanto prescritto dal combinato disposto dell’art. 77 del D.lgs n. 81/2008 – scrive il Codacons nell’esposto in cui si allega anche una documentazione fotografica – I lavori edili rientrano tra le attività che generalmente comportano la necessità di proteggere il capo e per le quali, quindi, è necessario l’elmetto protettivo, a prescindere dal fatto che il suo utilizzo sia specificamente contemplato nel documento di valutazione dei rischi di cui all’art. 28, d.lgs. n. 81 del 2008 o dal concreto accertamento degli eventuali sinistri conseguenti alla sua violazione.
    Il loro uso è imposto dalla inevitabilità del rischio individuale e non già pertanto dal fatto che il rischio stesso sia o meno previsto dalle disposizioni aziendali in materia di sicurezza del lavoro. Dunque, ai sensi delle disposizioni citate, il datore di lavoro ha l’obbligo di mettere a disposizione dei lavoratori i necessari e adeguati DPI”.
    Per tali motivi il Codacons ha chiesto a Ispettorato del lavoro, Asl, Carabinieri e Sovrintendenza alle belle arti di “predisporre tutti i controlli necessari per accertare e verificare se nei fatti esposti possano configurarsi eventuali illeciti amministrativi, civili e penali ed, in caso affermativo, accertare le connesse responsabilità ed esperire tutte le azioni che il caso richiede, ivi compresi interventi immediati cautelari a tutela dell’incolumità personale dei lavoratori nonché sanzionatori amministrativi e penali nei riguardi dei soggetti responsabili”.

     

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