19 Ottobre 2010

ROMA 19/10/2010 – JESUS CHRIST SUPERSTAR, COMPIE 40 ANNI E TORNA IN SCENA AL SISTINA – UNA SERATA DEDICATA A “W ALE”

    Venti scatenati ballerini, Maria Maddalena in rosso con il timbro jazz di Simona Bencini dei Dirotta su Cuba.
    Giuda con il volto crucciato del trionfatore di X Factor Matteo Becucci.
    E ancora Ponzio Pilato con l’inconfondibile voce di Mario Venuti, il barbuto Gesu’ di Paride Acacia e Max Gazzè nella parte di Erode.
    Jesus Christ Superstar, l’opera rock per eccellenza, compie quarant’anni e torna in Italia nella nuova versione, rigorosamente in lingua originale, che Massimo Romeo Piparo dedica ai martiri del nostro tempo, prima di tutti Falcone e Borsellino.
    Forse il musical piu’ famoso nel mondo, di certo il piu’ ardito quando nel 1970 Andrew Lloyd Webber e Tim Rice osarono narrare in chiave rock-hippie l’ultima settimana di Cristo in terra, Jesus Christ ha debuttato piu’ volte sui nostri palcoscenici. Per Piparo stesso e’ un ritorno, a quindici anni dalla versione da piu’ di un milione di spettatori con cui porto’ in Italia anche il celebre Giuda cinematografico Carl Anderson (oggi ricordato da un video prima dell’alzata del sipario).
    Proprio da quello show riparte il nuovo allestimento, che dopo tre anteprime estive in Sicilia (Tindari, Palermo e Gela), sara’ al Teatro Sistina di Roma (con la Prima il 19 ottobre dedicata, da Massimo Piparo, alla sua amica Ale e alla “Fondazione Alessandra Bisceglia W ALE Onlus” nata per ricordarla), allo Smeraldo di Milano e in una lunga tournee che comprende anche molti palazzetti dello sport, proprio come i concerti rock. Protagonisti assoluti per Piparo sono infatti la musica (con orchestra in scena) e il messaggio laico del testo.
    ”La prima idea e’ stata quella di provare a portare ‘veri’ cantanti in teatro’, racconta il regista, che per Erode e’ riuscito ad arruolare anche Max Gazze’, seppur solo nelle date romane. ”Poi volevo restituire la chiave umana di Giuda, Pilato, Erode – prosegue – sono governatori indegni”.
    Lo stesso Giuda non capisce il sacrificio di Gesu’, ma fa di tutto per salvarlo.
    Alla fine lo rende martire perche’ capisce che e’ lui a volere che finisca cosi”’.
    Tra versi del Vangelo proiettati in video e una coloratissima scena del tempio sulla tradizione del teatro-circo, e’ ai martiri del nostro tempo che il regista, come gia’ quindici anni fa, dedica la scena piu’ intensa, quando scandite dalle 39 frustate inferte a Cristo altrettante immagini su un maxischermo ci ricordano i nostri delitti peggiori: le vittime dell’Olocausto, Malcom X, Gandhi, i soldati in Iraq e Afghanistan. L’ultima e’ per i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
    ”Da siciliano – dice Piparo – e da italiano che ogni tanto vorrebbe alzare la testa, dico: parliamo di quel che e’ accaduto e facciamo di tutto perche’ la luce su quella strage non si spenga”.

    Daniela Giammusso

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