24 Settembre 2009

Rogo clinica Caracciolo, l’Anaste Lazio chiede più controlli

 Rogo clinica Caracciolo, l’Anaste Lazio chiede più controlli in tutte le strutture sanitarie, anche in quelle pubbliche

Conseguenzialmente al rogo che ieri ha causato la morte di un’anziana donna nella clinica Caracciolo di Roma si sono levate le voci di quanti chiedono maggiori controlli sulla sicurezza nelle strutture private della capitale e del suo hinterland, soprattutto in materia di norme antincendio.  In particolare Carlo Rienzi, presidente del Codacons ha puntato il dito contro le case di riposo private. "Esprimendo piena solidarietà ai familiari della vittima del rogo di ieri, auspichiamo altresì che questa morte non sia vana ma metta in luce le criticità presenti in molte strutture sanitarie, pubbliche e private". A dichiararlo è Sebastiano Capurso, presidente della sezione Lazio di Anaste, l’associazione nazionale strutture per la terza età, l’unica associazione datoriale a rappresentare imprenditori di case di riposo e RSA per anziani. "Ben vengano, quindi, controlli più accurati sulla sicurezza, purché non siano, come spesso accade, solo generati dal clima di emotività del momento, e quindi sommari e inefficaci continua Capurso Soprattutto non siano soltanto le strutture private nel mirino di quanti preposti ai controlli. E’ da chiedersi, infatti, se tutti gli ospedali e le altre strutture pubbliche della nostra regione siano in regola con le norme antincendio e con le altre normative sulla sicurezza. Sono sicuro, infatti, che controlli capillari e scrupolosi potrebbero rivelare notevoli sorprese".
 

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