25 Luglio 2011

Rogo a Tiburtina, treni nel caos L’Italia delle vacanze divisa in due

    Rogo a Tiburtina, treni nel caos L’Italia delle vacanze divisa in due
      A fuoco la sala controllo per un problema elettrico: il furioso incendio ha paralizzato la circolazione

     
    ROMA Doveva essere una giornata senz’acqua per molti quartieri romani, proprio per consentire dei lavori importanti della Tav alla stazione Tiburtina. Invece è stato il giorno del fuoco, un incendio nel secondo scalo ferroviario della città, che è durato 15 ore e ha spaccato in due l’Italia in una domenica di luglio. Le fiamme, divampate verso le 4 per un problema elettrico, hanno raggiunto la sala operativa e invaso una palazzina di uffici e archivi degli anni ’30, mandando in tilt il sistema ferroviario che punta tutto sull’alta velocità e la tecnologia.
    La paralisi dello scalo Tiburtina, con treni costretti a transitare a bassa velocità per l’assenza di segnali elettrici, ha avuto ripercussioni su tutta la rete ferroviaria. Ritardi di ore si sono avuti nei principali snodi della Tav e delle altre linee, con migliaia di passeggeri costretti ad attese estenuanti sotto le pensiline, a Milano, Genova, Bologna, Firenze e Napoli.
    «Il primo obiettivo è innalzare il livello del servizio, sia per le ferrovie regionali sia per la lunga percorrenza», ha detto nel tardo pomeriggio l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, dopo un sopralluogo. Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha istituito una commissione d’inchiesta sull’incendio. Tra le possibili cause, la manomissione o il furto (purtroppo frequente in tutta Italia) «di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento».
    I vigili del fuoco hanno escluso al 90% l’ipotesi dolosa, puntando sulle "cause elettriche". Saranno le indagini, affidate alla Polfer, a chiarire questi aspetti. La procura di Roma aprirà un fascicolo dopo aver ricevuto il dossier dei pompieri.
    Intanto a preoccupare è la situazione del traffico ferroviario e non solo. «Nei prossimi giorni saranno inevitabili restrizioni al traffico ferroviario con riflessi sui normali servizi ai viaggiatori», ha detto il ministro dei Trasporti Altero Matteoli. «Questo brutto incidente creerà problemi per il prossimo mese», ha detto il sindaco di Roma Alemanno, che ha chiesto alle Fs di non ritardare i lavori per la nuova Tiburtina, nonostante tutto.
    Sta di fatto che è stata una giornata nera per chi era in partenza in treno da Roma e non solo, un’odissea fatta di attese, bivacchi e stress.
    Termini nel caos, ritardi di ore e ore nelle partenze, box informazioni presi d’assalto dai passeggeri, treni soppressi e convogli superaffollati con gente che pur di partire ha accettato di viaggiare in piedi. A Milano e Bologna, sulla linea dell’Alta velocità, si sono registrati ritardi dei treni dalle quattro alle cinque ore, lamentele da parte di passeggeri furiosi per le lunghe file alle biglietterie. Ritardi anche di oltre quattro ore a Napoli negli arrivi dei treni provenienti dal Nord.
    Su 137 treni a lunga percorrenza diretti a Roma, 24 (17,5% circa) erano deviati, 75 viaggiavano regolarmente (54,8% circa) e 38 erano stati soppressi (27,7% circa), è il punto nel pomeriggio fatto dalle Ferrovie dello Stato. Poche ore dopo lo scoppio dell’incendio, hanno invitato i passeggeri a non salire sui treni che avessero nel loro tragitto la stazione Tiburtina.
    Ed è proprio sul luogo del rogo che i passeggeri hanno avuto l’esperienza più surreale: «Abbiamo visto il fumo arrivando qua vicino con la macchina – ha raccontato una coppia di ragazzi che sperava di partire per Firenze – ma non pensavamo certo che stesse bruciando la stazione». Una colonna di fumo nero, un forte odore di bruciato e la zona transennata e presidiata da vigili urbani hanno dato il benvenuto a diverse centinaia di persone mentre i residenti dei palazzi vicino alla stazione si sono barricati in casa sbarrando finestre ed abbassando persiane per paura del fumo.
    Alla Stazione Termini sono state invece le valigie a fare da sedie improvvisate alle tante persone rimaste bloccate, in attesa dei treni. Tra stupore e sconforto centinaia di passeggeri hanno fissato il tabellone con gli orari delle partenze. Ritardi che aumentavano di ora in ora con il sogno delle loro ferie sempre più lontano.
    E mentre qualcuno assicura che le conseguenze in negativo sul traffico ferroviario non termineranno con la giornata nera di ierii ma si protrarranno per più giorni, il Codacons prepara una class-action nei confronti di Trenitalia per risarcire i passeggeri: «Deve studiare forme di indennizzo automatico nei confronti di passeggeri danneggiati – dice l’associazione – altrimenti agiremo con una class-action nei confronti dell’azienda a tutela di tutti i cittadini coinvolti nel blocco ferroviario».
     

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