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6 Marzo 2014

Roche-Novartis: il Codacons chiede il risarcimento, la Beuc l’ intervento dell’ Ue. E gli oculisti chiamano in causa Lorenzin

 Roche-Novartis: il Codacons chiede il risarcimento, la Beuc l’ intervento dell’ Ue. E gli oculisti chiamano in causa Lorenzin

    

Consumatori – italiani ed europei – e la Società scientifica degli oculisti appoggiano la decisione dell’ Antitrust dimultare per 180 milioni Roche e Novartis sui farmaci Avastin e Lucentis. Anzi, il Codacons spinge perché “ministero della Salute e Regioni” chiedano i “danni alle due industrie, visto che per l’ Authority i due gruppi, ostacolando la diffusione dell’ uso di un farmaco molto economico a vantaggio di un prodotto molto più costoso, avrebbero determinato per il Sistema sanitario nazionale un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l’ anno”. E aggiunge: “Se Ministero e Regioni non adotteranno i dovuti provvedimenti il Codacons lo farà al posto loro avviando una azione risarcitoria in relazione ai danni economici subiti dal Ssn e quindi dalla collettività”. Steso tenore per l’ associazione europea dei consumatori Beuc (Bureau Européen des Unions de Consommateurs) che non solo elogia l’ intervento dell’ Antitrust, ma “invita la Commissione europea a avviare un’ indagine a livello dell’ Ue”. Beuc già in una lettera alla Commissione europea nel novembre scorso anno ha chiesto un’ indagine Ue sul caso tenendo conto che i due prodotti sono venduti in molti Stati membri dell’ Unione. Monique Goyens, direttore generale dell’ Organizzazione europea dei consumatori, ha commentato: “Le tattiche immorali di Roche e Novartis per bloccare l’ alternativa più economica a scapito di i consumatori sono inaccettabili. Beuc condanna tali pratiche anticoncorrenziali che mettono i profitti prima la salute dei consumatori”. E a scendere in campo è anche la Società oftalmologica italiana . secondo il suo presidente Matteo Piovella “la sentenza dell’ Antitrust rimette le cose a posto su chi ha competenza tecnico scientifica sulla valutazione dell’ efficacia dei farmaci utilizzati per curare i pazienti. La Società Oftalmologica Italiana fin dal 2007 ha dimostrato e diffuso la certificazione di equivalenza sia per sicurezza che per efficacia terapeutica dei due farmaci per la cura delle maculopatie Avastin e Lucentis. Incredibilmente Aifa si è fatta sostenitrice della tesi falsa sostenuta da Roche e Novartis circa la pericolosità di Avastin. Di fatto da un anno le azioni di Aifa hanno bloccato l’ utilizzo di Avastin in Italia che prima era utilizzato nel 90% dei casi. Oggi la sentenza di un tribunale, perché l’ Antitrust è un vero tribunale, rimette le cose a posto e obbliga Soi a reiterare a gran voce la richiesta di un commissariamento di Aifa per ripristinare la piena legittimità di utilizzo di Avastin sul territorio nazionale così come avviene in tutto il mondo Usa, Germania e Giappone inclusi”. “Come Presidente Soi, oculista esperto riconosciuto internazionalmente e come semplice cittadino – ha aggiunto – chiedo l’ immediato intervento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, perché in armonia alle sue funzioni istituzionali evochi a sé un intervento immediato capace di superare la criticità che si sta svolgendo sulle spalle di tutti i pazienti affetti da maculopatia”. “Abbiamo seguito la vicenda di Avastin sin dall’ origine – spiega Raffaele La Placa, del Foro di Torino, legale della Soi – agendo in ogni campo per consentire a centinaia di migliaia di pazienti, spesso anziani, di accedere alle cure con un costo di poche decine di euro, a fronte di un iniziale costo del Lucentis di euro 1.700,00. L’ esposto all’ Antitrust ha dato origine a una battaglia estenuante e difficilissima, dati gli enormi interessi economici in gioco, ma sono contento di questo successo per gli oculisti, ma soprattutto per i pazienti. Un anziano su tre è affetto da maculopatia e il SSN non ha più le risorse per curare efficacemente con il Lucentis ogni malato. Ora si può di nuovo sperare in quanto l’ Avastin costa 40 euro la dose. Con SOI, siamo stati anche a colloquio con il ministro Lorenzin per far comprendere l’ importanza del caso e abbiamo ottenuto attenzione”.

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