17 Marzo 2005

ROCCARASO: SVELATO FINALMENTE IL MISTERO DEL SUICIDIO DEL SINDACO VALENTINI!

ROCCARASO: SVELATO FINALMENTE IL MISTERO DEL SUICIDIO DEL SINDACO VALENTINI! FU APPLICATA PER LUI LA PENA DI MORTE ANTICIPATA PER REATI CHE PREVEDONO OLTRE 50 ANNI DI RECLUSIONE NELLA PENA MASSIMA QUESTA MATTINA PRESENTATA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CAMPOBASSO UNA DENUNCIA CONTRO I MAGISTRATI DI SULMONA PER OMISSIONE E ABUSO DI ATTI D’UFFICIO E ALTRI REATI
 

"UN CASO DI ORDINARIA FOLLIA GIUDIZIARIA"

Ecco spiegato il mistero del suicidio in carcere del povero sindaco di Roccaraso Camillo Valentini.
Finalmente la Procura della Repubblica di Sulmona ha "scoperto le carte" e ha notificato dopo oltre 4 anni di indagini che hanno comportato centinaia di migliaia di euro di intercettazioni telefoniche e ambientali, il quadro finale di una terribile "banda criminale" organizzata dal povero Valentini e di cui facevano parte un consigliere di Stato, 4 o 5 stimati avvocati, noti ambientalisti presidenti di Italia nostra, sindaci, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di Regione, esponenti delle forze dell’ordine e gente comune.
I reati per i quali il dott. Procuratore Maria Teresa Leacche, i cui parenti sono comproprietari del palazzo Hotel Paradiso in pesante conflitto quindi con il sindaco Valentini, ha disposto l’arresto in carcere del povero sindaco e attualmente procede contro i "sopravvissuti", prevedono una pena massima di oltre 50 anni di reclusione. Ecco spiegato perché si è dovuto applicare al povero Valentini la pena di morte anticipata, forse più leggera di una carcerazione così lunga. Gli indiziati di reato che hanno ricevuto solo oggi, dopo quasi 5 anni di indagini, la notizia di far parte di una "banda criminale" sono imputati di abuso atti d’ufficio, estorsione, falsità materiale, falsità ideologica, corruzione, calunnia, associazione a delinquere, concussione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
E mentre il Gip di Sulmona dott. Lorenzo Ferri deve decidere sulla scabrosa richiesta di proroga dei termini dell’indagine (proroga abnorme visto che le indagini vanno avanti da 5 anni e hanno avuto come esito solo la cattura e la morte del povero Valentini) il vicepresidente del Codacons Avv. Giuseppe Ursini, assistito dagli Avv.ti Claudio Coratella e Pino Ruta, ha depositato oggi alla Procura di Campobasso una denuncia penale contro i magistrati di Sulmona, per reati che certo non arrivano a 50 anni di reclusione ma sono altrettanto gravi ed inspiegabili se addebitati a magistrati.
Nell’esposto ai giudici di Campobasso – che sono competenti per esaminare i reati commessi dai magistrati del distretto di Sulmona – si pongono pesanti interrogativi sul perché alcuni sostituti procuratori, palesemente coinvolti e con interessi confliggenti con l’amministrazione comunale, non si siano astenuti, come loro dovere, dal compiere atti nei confronti degli amministratori di Roccaraso.
Ai magistrati di Campobasso si chiede anche di indagare su "strani" interrogatori compiuti dallo SCO della Questura dell’Aquila e durati oltre 9 ore ma con un verbale di sole 3 paginette, e ancora si chiede di verificare la correttezza dell’operato dei magistrati anche ai fini della tutela del segreto di ufficio e dei doveri del compimento di atti dell’ufficio.
Il dossier, di oltre 50 pagine e 400 allegati, presentato dall’Avv. Pino Ruta del foro di Campobasso, è all’esame del Procuratore capo della Repubblica di Campobasso.
"Si tratta di un caso di ordinaria follia giudiziaria – ha commentato l’Avv. Prof. Carlo Rienzi, Presidente Codacons e indagato anche lui per reati che prevedono oltre 50 anni di reclusione – e quello che amareggia non è solo il suicidio del povero Valentini per il quale mi auguro che la Dott. ssa Leacche, partita per gli Usa pochi giorni dopo averne richiesto l’arresto, abbia almeno un po’ di rimorso, ma pensare che tutto questo trae origine da una banda criminale di cui fa parte un costruttore senza scrupoli, appoggiato e sostenuto da altissimi personaggi del clero e da ex magistrati in pensione e che tutto è stato fatto per far ottenere a questo costruttore la sanatoria edilizia di un abuso mostruoso al centro del paesino di Roccaraso. Ma il palazzo ex Edilmonte sarà abbattuto – prosegue Rienzi – Questo è l’impegno che assumo io personalmente per onorare la memoria di un onesto amministratore che tanto bene ha fatto a Roccaraso e all’Abruzzo e che non doveva assolutamente essere condotto al suicidio!"
L’elenco completo degli indagati nel processo di Sulmona e dei reati loro addebitati, al fine di consentire l’esercizio costituzionale del diritto di cronaca, sarà pubblicato entro oggi nel Dossier Roccaraso del sito www.codacons.it.

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