ROCCARASO: FRANA UN ALTRO PEZZO DELL’INCHIESTA SULMONESE CHE PORTO’ ALL’ARRESTO E ALLA MORTE IN CARCERE DEL SINDACO VALENTINI
ROCCARASO: FRANA UN ALTRO PEZZO DELL’INCHIESTA SULMONESE CHE PORTO’ ALL’ARRESTO E ALLA MORTE IN CARCERE DEL SINDACO VALENTINI
IL GEOMETRA COMUNALE NICOLINO D’AMICO CHE AVEVA ATTESTATO LA PERICOLOSITA’ DEL COSTONE SOTTO CUI SORGEVA IL MALEDETTO PALAZZO ABUSIVO, E PER QUESTO ERA STATO RICHIESTO DI GIUDIZIO PER FALSO E ABUSO DAL PM LEACCHE E CICCARELLI, E’ STATO ASSOLTO CON FORMULA PIENA DAL GIP
E I DUE PPMM FINISCONO DI NUOVO DENUNCIATI A CAMPOBASSO
Un’altra pietra è franata sotto il castello di accuse che portarono Camillo Valentini in carcere dove morì tragicamente. Il Gip di Sulmona Lorenzo Ferri ha respinto la richiesta, ex art.415bis cpp, del PM Maria Teresa Leacche (la stessa che aveva fatto arrestare Valentini) e Simonetta Ciccarelli che partita la prima aveva richiesto il rinvio a giudizio del geometra comunale Nicolino D’Amico, ipotizzando che fosse stato spinto a dire il falso dallo stesso Valentini circa la pericolosità del costone della montagna sotto il quale sorge il palazzo abusivo Edilmonte a Roccaraso.
Nella sentenza di assoluzione, perchè il fatto non sussiste, il Gip critica le tesi accusatorie, sostenendo che era assolutamente vero che il costone era pericoloso, come aveva attestato addirittura lo stesso perito del PM Mancini Antonio e una nota della Regione Abruzzo datata 2.11.04 e le numerose foto dei luoghi che raffiguravano pietre e massi alla base della scarpata.
Per queste ragioni il Gip manda assolto D’Amico e pone un’altra mina sotto il processo attualmente all’esame del gup De Cesare, che proprio di quella pericolosità deve farsi carico nell’esaminare il castello accusatorio. Ma l’assoluzione ha prodotto come coda una nuova denuncia alla Procura di Campobasso contro i PPMM di Sulmona.
Infatti nel deposito degli atti (la Leacche), e nella richiesta di rinvio a giudizio (la Ciccarelli) i PPMM sostengono che il D’Amico avrebbe attestato il falso creando un danno notevole al famigerato costruttore Federico Tironese, boss abruzzese dell’edilizia e parte “lesa” (sic!) nel processo di Sulmona, facendogli subire una nuova sospensione dei lavori del palazzo abusivo "nonostante un ampio contenzioso culminato infine nella sentenza CdS n. 1306/98 con cui si annullava la sentenza del Tar Abruzzo 20.11.96 n. 598 recante annullamento delle concessioni edilizie in sanatoria rilasciate alla immobiliare Battinelli in data 3.8.95 dai nn. 21 al 67".
Orbene questa dichiarazione dei PPMM è assolutamente inventata: infatti, quella sentenza del CDS accolse alcuni motivi di appello della società ma non quello più rilevante, relativo proprio alla pericolosità del costone, sicchè non solo la sentenza sotto questo profilo non fu annullata, ma dopo l’accertamento istruttorio del dipartimento della Protezione Civile disposto dal CdS con altra sentenza furono confermate le illegittimità delle sanatorie concesse alla d’Aurora definitivamente proprio per la pericolosità del costone. E la sentenza del TAR Abruzzo, di cui scrivono i due PPMM, fu travolta e annullata solo quando lo stesso CODACONS, che era ricorrente, rinunciò alla domanda visto che ormai le sanatorie erano state annullate dallo stesso Sindaco Valentini. Ora quegli atti dovranno essere valutati dal PM di Campobasso Mario Mercone.
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