ROCCARASO: FRANA L’INCHIESTA CHE PORTÒ AL SUICIDIO DEL SINDACO VALENTINI
L’ALTRA ACCUSA ALL’AVVOCATO DEL CODACONS È DI AVER ORIENTATO LE CONSULENZE TECNICHE DI PARTE IN MODO CHE FOSSERO "FAVOREVOLI ALLA TESI DEL GRAVE PERICOLO DI DISSESTO IDROGEOLOGICO SOSTENUTO DAL COMUNE DI ROCCARASO"
IL TESTO INTEGRALE DELLE ACCUSE MOSSE AL CODACONS SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE
La montagna partorì il topolino: dopo 5 anni di intercettazioni telefoniche e ambientali costate allo Stato centinaia di migliaia di euro e la morte di una persona per bene e rispettabile come il Sindaco di Roccaraso Camillo Valentini, la Procura di Sulmona, rafforzata dal Sostituto Procuratore generale della Corte d’appello dell’Aquila, Romolo Como, che da anni si batte come un leone per sostenere le tesi di chi di ha costruito con un profitto illecito di migliaia di euro uno dei più grandi mostri edilizi frutto di abusi (palazzo Edilmonte, Roccaraso), ha chiuso l’inchiesta archiviando gran parte delle accuse (concorso in concussione e abuso di atti d’ufficio) che aveva mosso al Sindaco e agli altri coimputati e lasciando in piedi – evidentemente per salvare la faccia – il solo reato di corruzione in atti giudiziari che sarebbe consistito nell’orientare (come dovere di qualsiasi avvocato) le perizie di parte nei processi svoltisi sulla vicenda al fine di sostenere la tesi di grave pericolo di dissesto idrogeologico del costone sotto il quale sorge il mostro edilizio.
"Sarebbe anche una indagine ben fatta – commenta Il Presidente Codacons Carlo Rienzi – se non fosse che l’ufficio del Pm non si è accorto che tutti gli atti "criminosi" compiuti dal Sindaco e dai legali del Codacons sono stati poi confermati come giusti e doverosi da una colossale perizia svolta dal Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ordine del Consiglio di Stato che ha proprio confermato il pericolo di dissesto idrogeologico del terreno e ha confermato la legittimità di tutti i provvedimenti adottati dal Sindaco, dal tecnico comunale e dalle altre autorità amministrative per bloccare il palazzo abusivo ed impedire che 30 innocenti famiglie facessero la fine dei topi".
Infatti quel che manca a tutto il processo è la notizia che il CdS nel 2002 ha emesso la sentenza con la quale ha convalidato gli atti ritenuti criminosi dal PM e ha imposto proprio il consolidamento del costone come condizione per poter concedere una eventuale sanatoria.
"Siamo soddisfatti per aver salvato la vita a 30 famiglie che i giudici di Sulmona per motivi ancora oscuri volevano e vogliono mandare ad abitare sotto una montagna franosa – prosegue Rienzi – e siamo soddisfatti di aver chiesto un risarcimento ambientale per i danni gravissimi prodotti all’ambiente e alla comunità di Roccaraso con il taglio completo di una intera montagna attuato da un costruttore senza scrupoli che è stato condannato fino in Cassazione per abuso aggravato di atti d’ufficio in concorso con il precedente Sindaco Mario Liberatore, e da un altro costruttore, Federico Tirolese, che tenta disperatamente di incassare il "bottino" dei crimini del suo predecessore e che per far questo è stato munito dalla Questura dell’Aquila di registratori e intercettatori ambientali nella speranza di poter incastrare pubblici amministratori onesti e protesi solo al bene della comunità".
Intanto la Procura di Campobasso indaga sulla denuncia di abuso di atti ufficio contro il Sostituto Procuratore Maria Teresa Leacche, colpevole – ad avviso del Codacons – di aver fatto arrestare il Sindaco Valentini nonostante la famiglia della stessa Leacche fosse proprietaria di parte dell’hotel Paradiso che proprio il sindaco Valentini aveva dovuto ripetutamente chiudere per irregolarità urbanistiche.
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