30 Gennaio 2008

ROCCARASO: DOPO 4 ANNI DALLA TRAGICA MORTE DEL SINDACO VALENTINI ……….

ROCCARASO: DOPO 4 ANNI DALLA TRAGICA MORTE DEL SINDACO VALENTINI ACCUSATO DI CONCUSSIONE, I SUOI ACCUSATORI FINISCONO SOTTO INCHIESTA PER DIFFAMAZIONE PROPRIO PER QUELLE ACCUSE

DOPO L’INDAGINE PER CORRUZIONE A CARICO DI FEDERICO TIRONESE NE PARTE ANCHE UNA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA

Il Gip del Tribunale di Pescara Guido Campli ha respinto la richiesta di archiviazione della denuncia per diffamazione aggravata a carico del costruttore Federico Tironese, boss dell’edilizia abruzzese, e del suo avvocato Stefano Rossi, e ha disposto che il Procuratore della Repubblica proceda nell’indagine a carico dei suddetti ascoltando i testimoni e acquisendo documenti.
Come si ricorderà, il Sindaco di Roccaraso Camillo Valentini fu arrestato il 14 agosto del 2004 dalla Procura di Sulmona, accusato tra l’altro del reato di concussione, e morì in carcere a seguito di una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Sulmona sulla base delle accuse a lui mosse dal costruttore Federico Tironese e dal suo avvocato Stefano Rossi.
Tali accuse, mosse dai due al Valentini ma anche al Presidente del Codacons Carlo Rienzi, si sono poi rivelate infondate: il Gup di Sulmona Massimo De Cesare ha prosciolto infatti l’avv. Rienzi dagli addebiti a lui mossi dalla Procura, e ha rinviato il Tironese davanti al Procuratore della Repubblica per essere indagato per il reato di corruzione. Ma ora anche un’altra accusa formulata in un interrogatorio davanti allo Sco dell’Aquila del 2001 dall’avv. Stefano Rossi e suffragata dal Tironese si è ribaltata contro gli accusatori. L’avv. Rossi, infatti, sosteneva di aver ricevuto da Rienzi la richiesta di 500 milioni di lire, formulata per incarico del Sindaco Valentini, al fine di chiudere tutto il contenzioso contro il famoso palazzo Edilmonte dichiarato abusivo.
Senonchè, è stato accertato che non solo quando è avvenuto l’incontro tra Rossi e Rienzi, Valentini non era nemmeno sindaco (e quindi nessuna concussione era possibile) ma che l’incontro, come descritto dal Rossi, non è mai avvenuto come è stato provato dai tabulati Telecom che collocavano quel giorno l’avv. Rossi a Roma ma l’Avv. Rienzi a migliaia di chilometri di distanza.
La querela per diffamazione aggravata proposta da Rienzi contro Stefano Rossi e Federico Tironese, dopo una prima richiesta di archiviazione formulata dal Pm Simonetta Ciccarelli di Sulmona, respinta dal Gip di Sulmona Lorenzo Ferri, era migrata a Pescara per competenza territoriale. Qui una nuova richiesta di archiviazione formulata dal Pm Aldo Aceto è stata ora respinta dal Gip Guido Campli con ordine al Pubblico Ministero di procedere nell’indagine per diffamazione a carico del costruttore e del suo avvocato.   

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