ROCCARASO: COMINCIA A SCRICCHIOLARE L’INDAGINE DI SULMONA CHE PORTO’ ALLA TRAGICA MORTE DEL SINDACO VALENTINI
IL GIP BOCCIA IL PUBBLICO MINISTERO E LO OBBLIGA AD INDAGARE SULLA QUERELA PER CALUNNIA E DIFFAMAZIONE PROPOSTA DAL PRESIDENTE DEL CODACONS CONTRO IL COSTRUTTORE SENZA SCRUPOLI TIRONESE E IL SUO LEGALE
Pesante bocciatura all’impianto dell’indagine in corso da parte della Procura di Sulmona sulla vicenda che portò, nell’agosto dello scorso anno, alla tragica morte del sindaco di Roccaraso Camillo Valentini.
Il Gip Lorenzo Ferri, infatti, ha emesso due ordinanze con cui ha sonoramente bocciato la richiesta del Pm di archiviare due querele proposte contro gli autori delle denunce infondate che portarono all’arresto e alla morte per "suicidio" del Valentini.
La prima querela, proposta da Ruggero Liberatore contro un periodico locale nel quale si erano mosse accuse pesanti agli amministratori locali per la vicenda, anziché essere archiviata come chiedeva il Pm, ha incassato l’incriminazione del giornalista e del direttore per diffamazione aggravata con il rinvio a giudizio dei querelati.
Ma il colpo più sonoro l’inchiesta l’ha ricevuta dalla seconda ordinanza emessa dal Gip Ferri che ha ordinato al Pm di indagare per calunnia e diffamazione il costruttore e proprietario del famoso palazzo abusivo al centro di Roccaraso, Tironesi (colui che andando in giro con un magnetofono nascosto nella giacca fornitogli dallo SCO della Questura dell’Aquila ha costruito tutto il castello di carte da cui è nata tutta la vicenda) e il suo avvocato Stefano Rossi. I due recatisi dal PM che poi ha fatto arrestare il Sindaco Valentini, sostennero che l’Avv. Carlo Rienzi aveva richiesto, proprio per conto del Sindaco e in concorso concessivo ed estorsivo con lui, 500 milioni a loro due come compenso illegale per ritirare le varie denunce contro il palazzo abusivo che è all’origine dell’affaire. Ora quindi la Procura, che da un anno rifiuta di sentire gli indagati sui fatti, dovrà indagare i denuncianti Tironesi e Rossi per calunnia e diffamazione. Così forse verrà alla luce il disegno criminoso messo in atto dal costruttore, anche per gli interessi di un alto prelato e di un alto magistrato in pensione nel business, per "incastrare" il povero Valentini ed ottenere le sanatorie per il mostro edilizio facendo fruttare l’affare con una ventina di miliardi di vecchie lire.
Il Gip ha ritenuto che tale affermazione, su cui si basa gran parte della imputazione di concussione e tentata estorsione a carico dell’Avv. Rienzi e del Sindaco suicida in carcere, è calunniosa e diffamatoria e va accertato chi l’ha pronunciata e se sia vero il fatto su cui si basa.
Quindi accolta l’opposizione del Presidente del Codacons assistito dall’Avv. Claudio Coratella; ora il Pm dovrà necessariamente verificare i fatti e rivedere tutto l’impianto accusatorio.
Prosegue intanto l’indagine della Procura di Campobasso a seguito della denuncia presentata dal Codacons contro i magistrati sulmonesi per far luce una volta per tutte sull’oscuro affaire Roccaraso.
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