Robin Hood Tax, Codacons presenta esposto a Procure e Antitrust
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fonte:
- Help Consumatori
La Robin Hood Tax potrebbe essere stata traslata in bolletta da 73 società energetiche nel 2010 e da 144 società nel 2011. Quanto emerso dalla Relazione dell’ Autorità per l’ energia elettrica e il gas solleva la protesta del Codacons, che ha inviato oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica e all’ Antitrust , chiedendo di indagare sulle società energetiche operanti su tutto il territorio italiano. L’ associazione chiede all’ Antitrust e alle Procure di aprire un’ indagine per accertare se le società dell’ energia operanti sul territorio italiano abbiano violato le disposizioni vigenti addebitando in bolletta la Robin Tax, scaricando quindi i maggiori oneri a loro carico sulle famiglie , e annuncia l’ intenzione di avviare una class action contro le aziende dell’ energia nel caso in cui i sospetti dell’ Autorità dovessero trovare conferma. “In merito alla Robin Tax, vale a dire l’ addizionale Ires imposta alle imprese energetiche, la normativa vigente prevede il divieto di traslare l’ onere della maggiorazione d’ imposta sui prezzi al consumo con conseguenti illeciti a danno degli utenti – scrive il Codacons nell’ esposto – Dall’ analisi dell’ Autorità per l’ energia elettrica ed il gas emerge al contrario che, per l’ anno 2011, è possibile che 144 società energetiche abbiano traslato in bolletta, violando la legge, la Robin tax o parte di essa. Per l’ intero 2010 i sospetti sono su 73 società”. “La conseguenza di tale situazione è che, qualora fosse accertato quanto contenuto nelle relazioni dell’ Autorità per l’ Energia Elettrica e il Gas, ovvero la traslazione dell’ addizionale Ires sui consumatori con un pesante svantaggio economico a carico degli stessi, vi sarebbero evidenti violazioni della normativa vigente che impone il divieto di traslare l’ onere della maggiorazione d’ imposta sui prezzi al consumo con conseguenti illeciti a danno degli utenti. Eventuali maggiori introiti legati alla violazione delle norme vigenti – si legge ancora nell’ esposto – configurerebbero infatti un ingiusto guadagno per le società energetiche, e un chiaro danno economico per i consumatori “.
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