Rizzo: «Attacco alla libertà di parola». Pressing dai deputati
-
fonte:
- Quotidiano di Puglia
Oggi ArcelorMittal ci ha inviato un’altra comunicazione in cui sostiene che grosso modo va bene l’integrazione alle giustificazioni richieste, preparata dal nostro legale, ma ha insistito nell’aggiungere un altro paragrafo in cui Riccardo dovrebbe chiedere scusa. Abbiamo risposto di no, non chiediamo scusa per un fatto che non è stato commesso. Adesso c’è una consultazione tra gli avvocati, ma questo è un attacco alla libertà di parola». Così il coordinatore provinciale dell’Usb Francesco Rizzo, che insieme a Riccardo Cristello, il lavoratore licenziato da ArcelorMittal per il post su Facebook ha tenuto il sit in a Roma. In appoggio alla protesta anche alcuni parlamentari jonici. «Ho voluto dimostrare di persona il mio sostegno al lavoratore Ilva licenziato da Mittal partecipando, insieme al collega del Movimento 5 Stelle Gianpaolo Cassese, al presidio organizzato a Roma, sotto il ministero del Lavoro dal sindacato Usb», ha detto il deputato tarantino del M5S Giovanni Vianello. «Il Ministro Orlando incontrando il lavoratore licenziato, Riccardo Cristello, accompagnato dal coordinatore provinciale dell’Usb Francesco Rizzo, ha garantito che verrà mantenuta alta l’attenzione sul caso», riporta il deputato pentastellato, aggiungendo: mio avviso però, è importante non abbassare la guardia fino al reintegro di Cristello». «Ricordo che sulla vicenda ho presentato la settimana scorsa una interrogazione parlamentare, inoltre ho chiesto che il Ministro Orlando venga a riferire in Aula per chiarire i termini della vicenda. mio avviso questo gravissimo caso di licenziamento e di censura del pensiero deve essere affrontato senza tentennamenti. Bisogna porre un freno all’atteggiamento intimidatorio di Mittal, sembra che il gestore voglia ‘colpirne uno per educarne 100′. Questa – conclude il deputato tarantino – non è che l’ennesima manifestazione di mala gestione da parte di Mittal che ha sempre dimostrato una disposizione di scontro nei confronti del Paese, del territorio tarantino, dei cittadini e dei lavoratori». E infine sul caso di Riccardo Cristello è sceso in campo anche il Codacons che presenterà una denuncia penale contro l’azienda chiedendo alla Procura della Repubblica di Taranto di aprire una indagine sull’episodio «alla luce delle possibili fattispecie di violenza privata e violazione delle regole costituzionali». L’associazione dei consumatori ricostruisce i fatti, osservando che al lavoratore si contesta «di avere condiviso sul proprio profilo social Facebook, chiuso e non pubblico e visibile solo a 400 persone, senza neanche un commento nvitava a seguire la fiction Mediaset “Svegliati amore miò” con Sabrina Ferilli, serie che rappresenterebbe una realtà simile a quella di Taranto ma che non ha alcun riferimento alla suddetta città, né tantomeno ad ArcelorMittal.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: ArcelorMittal, Procura, Riccardo Cristello, Taranto
