13 Gennaio 2016

Rivoluzione a scuola Ora si può portare la schiscetta da casa

Rivoluzione a scuola Ora si può portare la schiscetta da casa

CLAUDIA OSMETTI Nelle mense delle scuole lombarde ora arriva la schiscetta, il pranzo portato direttamente da casa. Ieri il Consiglio regionale del Pirellone ha dato via libera a panini e pasti casalinghi tra i banchi: adesso i genitori degli studenti potranno scegliere «se usufruire del servizio mensa oppure portare il pasto da casa, facendone un momento di reale educazione alimentare anche per le famiglie». La proposta, targata Movimento 5 Stelle, è stata votata dal centrodestra: contrari invece Pd e Patto civico. Ad aprire le porte degli istituti scolastici alla milanesissima schiscetta è stato il caso di Corsico, cittadina alle porte di Milano dove, neanche un mese fa, il sindaco aveva puntato i piedi per terra: nella casse del Comune mancavano qualcosa come 1,2 milioni di euro, a procurare quel buco di bilancio erano stati i genitori morosi di tanti alunni che non pagavano le rette scolastiche e il primo cittadino aveva tagliato a 486 bambini la mensa. In pochi giorni, il debito è sgtato quasi azzerato. «Il sindaco di Corsico ha fatto bene», ha tagliato corto ieri Claudio Pedrazzini, capogruppo di Fi in Consiglio regionale: «Semmai è stata la sinistra che ha strumentalizzato la vicenda: ma Regione Lombardia ha già approvato misure, come il reddito di autonomia, proprio per sostenere quelle famiglie che si trovano in particolari difficoltà economiche». Parole a cui hanno fatto eco quelle di Giulio Gallera, assessore regionale all’ Inclusione sociale: «Il sindaco Errante meriterebbe un premio perché ha agito per il bene della sua comunità». Dello stesso avviso anche Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) che esulta per lo stop alla mozione del centrosinistra contro il sindaco di Corsico: «Respinta la demagogia del Pd che usa i bambini per comprare i propri errori». Tant’ è: in futuro basta mettersi in cartella, tra il libro di matematica e il quaderno di geografia, un contenitore con lo sformato di patate della nonna. Di più: ricordate quella serie di lagnanze e lamentele che ha colpito nel corso degli anni Milano Ristorazione, la società di Palazzo Marino che gestisce i pasti scolastici in città? Ecco, potrebbe appartenere al passato. Così addio alle “lasagne pelose” (come le avevano soprannominate i genitori dopo che avevano trovato dei pezzi di cotenna bovina nei piatti dei più piccoli) o alle porzioni troppo ingenerose (sette ravioli a testa per i bambini, si lamentava poco tempo fa un’ insegnate elementare spalleggiata dal Codacons). Adesso a preparare il pranzo potrebbero esserci mamma e papà. Non è passata, invece, in Consiglio regionale la mozione promossa da Umberto Ambrosoli, leader dell’ opposizione al Pirellone, che voleva impegnare la Giunta di Roberto Maroni a trovare soluzioni condivise con i Comuni per quanto riguarda la difficile situazione della morosità. «Molti Comuni lombardi hanno accumulato debiti per i mancati pagamenti del servizio mesa a causa dei costi insostenibili per molte famiglie, che talvolta superano anche i sette euro a pasto» sostiene il consigliere grillino Paola Macchi, prima firmataria della mozione approvata ieri. E se pensate che medici e nutrizionisti siano già sul piede di guerra vi sbagliate di grosso. «Dal punto di vista nutrizionale per i bambini non cambia assolutamente nulla, anzi», racconta Luca Bernardo, responsabile del reparto di Pediatria al Fatebenefratelli di Milano: «Se sarà cura dei genitori mettere nella cartella dei propri figli prodotti freschi, meglio ancora se italiani, la catena dell’ alimentazione verrà pienamente rispettata. Un panino con dell’ affettato equivale ad assumere carboidrati e proteine, cioè quello che un bambino ha bisogno. Non c’ è molta differenza con un piatto servito in mensa». LA PROPOSTA La mozione dei 5stelle, votata anche dal centrodestra, impegna il presidente della Regione Roberto Maroni a «dare la possibilità alle famiglie degli studenti lombardi di scegliere se usufruire del servizio mensa oppure permettere di portare il pasto da casa». La proposta va incontro «ai genitori che non possono permettersi la mensa». Ma « vale anche «quando il menù della mensa non è gradito e il bambino rischia di rimanere a digiuno». Bocciata, invece, quella del leader dell’ opposizione Umberto Ambrosoli che invitava la giunta «a trovare tutti gli strumenti idonei affinché nessun bambino sia allontanato dalle scuole» LE PROTESTE Diverse proteste si sono susseguite negli anni per la qualità del cibo delle mense scolastiche di Milano e provincia. Famoso il caso del maggio 2012 quando mozzarelle blu o a pois azzurri furono trovate nei piatti dei bimbi delle primarie di piazzale Bacone e quella di via Goffredo da Bussero. I campioni furono inviati all’ Asl e per giorni la polemica tenne banco nelle scuole Per chi non ha soldi e per chi non apprezza i menu La Regione approva la mozione grillina con i voti del centrodestra Lo specialista: «Nessun problema educativo, basta un panino»Rivoluzione a scuola Ora si può portare la schiscetta da casa Sì alla mozione in Regione a favore della schiscetta a scuola: chi non è in grado di pagare, potrà portare il cibo da casa. A Corsico, intanto, la lotta ai morosi delle mense in pochi giorni ha quasi azzerato il buco del Comune.

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