13 Ottobre 2002

Rivolta dei sindaci contro il Tar

«Non ho alcun rimorso, ho fatto tutto quello che potevo fare. Di certo c`è solo che questa morte era più che mai evitabile». L`affondo questa volta viene dal sindaco di Forlì Franco Rusticali. Alcuni mesi fa, dopo il terribile incidente che aveva portato via la vita ai giovani Piter Cortesi e Gabriele Merisio, il sindaco aveva firmato l`ordinanza per l`abbattimento urgente di circa 250 alberi, «era una questione di coscienza: anticipare di qualche mese il taglio degli alberi che comunque sarebbero stati abbattuti per l`allargamento della strada mi sembrava un atto di buon senso ? ricorda Rusticali ?. Nel frattempo non sarebbero morte altre persone». Ma quello che si era tanto temuto alla fine si è puntualmente realizzato. Un`altra morte.
Il Tar, su ricorso di Verdi e Codacons, poco dopo bloccò i tagli, tra cui quello del maledetto `447`, il platano contro cui si è schiantato mercoledì scorso il 18enne Eduart Nikolli. Ed ora si ripropone il `caso di coscienza` di Rusticali, che sbotta: «Se posso, rifarò l`ordinanza». Una prova di forza contro il Tar? Spiega Rusticali: «Non so se sia fattibile replicare un`ordinanza bloccata dal Tar, ma se è possibile lo rifaremo». Anche perché la sospensiva del tribunale amministrativo è inutile: «Quando si arriverà alla discussione di merito davanti al Tar quegli alberi comunque non esisteranno più: saranno infatti già partiti i lavori sulla Bidentina», dice l`assessore provinciale Ercole Acerbi. Ed ecco il secondo affondo, di Acerbi: «Questo dimostra quanto erano infondati i motivi del ricorso al Tar: si diceva che non era ancora certo che sarebbero partiti i lavori. Ma l`opera era invece già finaziata e in stato avanzato di progettazione». E a dare man forte viene anche il sindaco di Meldola Corrado Ghetti. Terzo affondo: «Se Rusticali vuole rinnovare l`ordinanza avrà tutto il mio appoggio, lo chiamerò subito. Mi sono stancato di celebrare funerali di diciotenni». Ma cosa rispondono i Verdi, i veri accusati della `cordata anti-Tar`? Contraccano: «Sono dichiarazioni più vicine allo sciacallaggio politico. Questa vittima purtroppo è prima di tutto vittima di se stessa, di chi gli ha dato una macchina sproporzionata, di chi non effettua i controlli. Ci ribelliamo a questa cultura, anche a costo dell`impopolarità da parte di alcuni». E se fuori infuria la polemica, all`ospedale versano ancora in gravissime condizioni gli altri due feriti, Florenzo Mazza e Astrit Gjoka. Le loro prognosi non sono ancora state sciolte. Su Mazza, proprietario della potente Mercedes, pende anche la possibilità di conseguenze legali: perché ha fatto guidare Nikolli se non aveva la patente? Su questa ipotesi sono ancora in corso gli accertamenti della Polizia presso le autorità albanesi.

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