Rivolta dei medici privati “Noi ultimi della lista” Magi: registro dei vaccinati
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fonte:
- la Repubblica
Continua la protesta dei medici liberi professionisti esclusi dal primo giro di vaccinazione. Che nasce dalla determinazione regionale del 29 dicembre 2020 che stabilisce la prima fase del “Piano regionale campagna di vaccinazione anti Sars- vi sono inclusi «operatori sanitari e sociosanitari in prima linea, sia pubblici che privati accreditati», «residenti e personale dei presidi residenziali per anziani», «persone di età avanzata». E nella seconda fase gli «insegnanti ed il personale scolastico, le forze dell’ordine il personale delle carceri e dei luoghi di comunità». medici liberi professionisti che lavorano in studi privati (per esempio cardiologi, ginecologi, endocrinologi, dentisti) neanche esistono. Il Codacons ha presentato ieri un esposto in procura, così come molti medici. «Lunedì prossimo lo faremo anche noi» spiega l’avvocato Antonio Zimbardi, legale della dottoressa Loredana Costabile, che ha anche aperto una pagina Facebook che raccoglie le proteste dei tanti colleghi — solo nel Lazio 14 mila — rimasti fuori dalla programmazione. se l’inerzia proseguirà ci rivolgeremo anche al Tar del Lazio» spiega l’avvocato «Nonostante i nostri solleciti e le rassicurazioni dell’Ordine dei medici, niente è cambiato. L’Ordine dei medici ha comunicato in una Pec che la regione avrebbe trasmesso l’elenco di tutti i professionisti alle Asl: ma a oggi le Asl non ne sanno niente. Il 31 gennaio ho scritto alla Regione invitandola a prendere una posizione» continua Zimbardi. «Non ho ricevuto nessuna risposta. Solo totale silenzio. Stiamo parlando di salute pubblica, scelte politiche di questo tipo rischiano di avere un peso notevole sull’andamento della curva del contagio». Per non parlare delle ricadute nella vita professionale dei medici: «È umiliante, ho scelto la libera professione con grande impegno, non certo per ripiego: ma oggi mi sento un medico di serie B», racconta la dottoressa Costabile. «Ogni giorno i miei pazienti mi chiedono se sono vaccinata e ogni giorno devo rispondere di no: mi guardano con sospetto come se fossi un medico no- E poi i pazienti della sanità privata hanno gli stessi diritti di quelli della sanità pubblica e meritano di essere trattati come tutti gli altri». Sempre sul fronte vaccini, fa discutere la proposta di monitorare gli anticorpi con un sierologico in chi ha ricevuto una vaccinazione completa. Un test che la regione Lazio ufficialmente non prevede, ma che viene comunque eseguito tra gli operatori sanitari e negli ospedali e che serve per saggiare la comparsa degli anticorpi IgM e degli IgG test sierologici come strumento di evidenza in seguito alla vaccinazione sono uno strumento molto utile» dice Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma. «Auspico che siano adottati a livello regionale, anzi mi piacerebbe che ci fosse un registro con monitoraggio suddiviso per fasce di età e con le diverse tipologie di vaccino, arricchito di numeri e dati, proprio per capire le differenze di dosaggio di IgM e di carica anticorpale presenti nelle persone che hanno età diverse». Uno degli ospedali in cui si sta eseguendo sugli operatori sanitari è il Bambino Gesù. «Manca infatti la va- sierologica che viene solitamente effettuata in fase sperimentale, saltata per lo stato di emergenza pandemica» dice il prof. Carlo Federico Perno, responsabile di microbiologia e diagnostica d’immunologia primi risultati che abbiamo confermano la bontà dell’approccio vaccinale per efficacia e protezione ma sarebbe necessario ampliare e prolungare le osservazioni, un protocollo centrale che monitori la durata e l’efficacia della protezione».
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