Rivolta contro i rincari delle assicurazioni
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fonte:
- Il Mattino
Insopportabili. Scandalosi. Pazzeschi. Massacranti. L?ennesima ondata di aumenti delle assicurazioni su auto e moto provoca una levata di scudi – condita di aggettivi più coloriti del solito – da parte delle associazioni dei consumatori e dei sindacati. La battaglia contro il caro-polizza in effetti va avanti da un anno e mezzo senza troppi risultati, tuttavia la presa di posizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – che a Rimini ha parlato di un possibile blocco delle tariffe (anche se senza specificare di quale genere) – e l?azione del Parlamento, che sta discutendo la riforma della Rc auto, potrebbero questa volta portare qualche risultato.
Lo spunto. A provocare la raffica di aggettivi di sdegno è stata la pubblicazione sul sito del ministero delle attività produttive (www.minindustria.it) delle tariffe Rc auto e Rc moto per i mesi di settembre, ottobre e novembre. Venti compagnie su 84 hanno deciso ritocchi, che in qualche caso toccano il 30%. Ad agosto era andata peggio, con rincari fino al 100%. E quindi di per sé quelle del prossimo autunno non sono variazioni traumatiche: considerato che tre compagnie su quattro restano ferme, siamo di fronte a una variazione media del 2-3%. Ma con alle porte un autunno all?insegna del ritorno del carovita, ecco che gli aumenti annunciati rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
I precedenti. Il tema della Rc auto, in effetti, è rovente dall?aprile del 2001, quando con la fine dell?anno di blocco temporaneo delle tariffe si scatenò un?agghiacciante corsa agli aumenti. Per fare un solo esempio: assicurare con Arca un motorino a Napoli a marzo 2001 costava 317 euro. Il mese dopo il prezzo era 613 euro, saliti a 1.013 nell?ottobre 2001 e a 1.396 nell?aprile 2002. Per i prossimi mesi non sono previsti aumenti, ma chi può sostenere che un prezzo di 1.396 euro sia equo?
I consumatori. Tutte le associazioni lanciano l?allarme, però poi si dividono nel proporre le soluzioni. L`Aduc invita i consumatori a rivolgersi alle assicurazioni su Internet ed a quelle telefoniche, dove il prezzo di vendita è più basso. Atteggiamento, invece, sconsigliato dalla Federconsumatori che non crede alla Rete. Il Codacons di Carlo Rienzi e l?Adusbef di Elio Lannutti chiedono di bloccare le tariffe sin dalla riunione del Consiglio dei ministri del 30 agosto. Esprime invece un no al blocco («è solo demagogia») l`Adiconsum di Paolo Landi, che invita il governo a completare la riforma. «In Italia – ricorda Landi – circolano 42 milioni di veicoli tra auto e motocicli, quindi due veicoli per famiglia. Sul bilancio familiare le polizze Rc auto incidono per un 6-7%, ma il paniere Istat indica un peso del solo 0,31%, cioè 20 volte meno. Gli aumenti medi – aggiunge – al di là delle punte, restano intollerabili e si collocano al 15%: 10 volte il tasso di inflazione programmato. Occorre insomma – spiega Landi – completare la riforma intervenendo in quattro direzioni: 1) più informazione e trasparenza per rendere comparabili le tariffe attraverso la concorrenza; 2) intervenire sulle speculazioni ad opera delle case costruttrici relative ai pezzi di ricambio; 3) ridurre la speculazione degli onorari professionali con normative più trasparenti e chiare; 4) realizzare interventi di prevenzione per auto e strade più sicure, e non limitarsi ad aggravare le multe».
I sindacati. Secondo Cgil, Cisl e Uil va rivisto l`intero sistema della Rc auto: occorre renderlo più trasparente e libero, ma per farlo sono necessarie misure mutualistiche e un tavolo concertativo tra governo, parti sociali, consumatori e assicurazioni. Il segretario confederale della Uil, Adriano Musi, sottolinea l`importanza di forme mutualistiche per le fasce di reddito più deboli e di agevolazione per gli automobilisti virtuosi. «È necessario – afferma – attuare un sistema non sempre legato a un computo ragionalistico. Il cittadino deve trovare nella composizione della tariffa tutte le giustificazioni, altrimenti è vista come una tassa». A chiedere il blocco immediato delle tariffe, come provvedimento tampone, e la ridefinizione dell`intero sistema con un tavolo concertativo tra tutti i soggetti, è il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta. «A settembre – afferma – dovrebbe partire un monitoraggio su tutti i prezzi e stabilire quali siano le vere cause che li determinano».
Il Parlamento. Il senatore Giampaolo Bettamio, vice presidente della commissione Attività produttive a Palazzo Madama, promette l`impegno della commissione per giungere al più presto a una soluzione. «Se l`opposizione avesse permesso il regolare svolgimento dei lavori in aula al Senato nel mese di luglio – polemizza Bettamio, di Forza Italia – il collegato alla Finanziaria 2002 sulle agevolazioni alla libera concorrenza, che contiene una serie di misure sulla Rc auto, sarebbe legge, e il governo avrebbe gli strumenti per controllare l`andamento delle tariffe. Alla ripresa dei lavori parlamentari – aggiunge – la commissione potrà, anche attraverso nuove audizioni, varare provvedimenti che assicurino una gestione più economica degli enti assicurativi e una totale trasparenza del mercato».
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