Rivolta anti-tagliando, 7 auto su 10 senza bigliettino
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fonte:
- la Repubblica
IL REPORTAGE / VIAGGIO NELLE ZONE CALDE DEL PARKING PUBBLICO. TRUCCHI, FURBETTI E MACCHINETTE IN TILT RORY CAPPELLI LA MIGLIOREdi tutti è la signora che in via dei Cerchi, proprio davanti al ristorante Alvaro, parcheggia la sua Nissan grigia alle 8 di mattina, paga tre ore e un quarto di sosta, ritira il tagliando dalla macchinetta e sopra ci scrive “La macchina è rotta”. Ma poi torna alle 18, si mette al volante, la Nissan miracolosamente parte e lei se ne va. La seguono, in questa gara del romano incazzato per le nuove tariffe delle strisce blu, quelli che non pagano affatto: un rapido calcolo e un giro nelle zone calde di Roma in cui la nuova tariffa è entrata in vigore danno un quadro desolante. Su 10 auto parcheggiate all’ interno delle odiate strisce blu, soltanto 3 sono in regola, le altre esibiscono un tagliando scaduto da ore. O non lo hanno affatto. «È l’ ennesimo salasso, un altro modo per fare cassa» dice sospirando Patrizia, una donna sui 40 anni che, alla macchinetta, sta pagando la sua sosta, tre ore e un quarto per 4,80 euro. La stessa somma che ha pagato la signora della Nissan che invece avrebbe dovuto scucire 15 euro. Fino ad agosto per la sosta dell’ intera giornata la tariffa era di 4 euro: è stata eliminata. Eliminato anche l’ abbonamento di 70 euro al mese che consentiva di parcheggiare ovunque per qualsiasi lasso di tempo. «Non so proprio come farò con questa storia della tariffa agevolata eliminata», dice Monica, che lavora in un asilo a un passo dall’ Auditorium: «Ogni mese dovrò pagare invece di 88 euro, 176 euro. Da spararsi». «Una follia», protesta Niuton dell’ officina Shamoto di via San Bartolomeo de’ Vaccinari: «La gente è costretta a servirsi dei garage, gli unici che in tutto questo ci guadagnano». «Vogliono fare cassa, certo: ma anche diminuire il numero delle macchine e spingere la gente a servirsi dei mezzi pubblici – aggiunge Roberto Spiga parcheggiando in piazza delle Cinque Scole – che però non funzionano, sono insufficienti, non si riesce a capire quali siano gli orari in cui passano, non ci si può fare nessun affidamento. È pura follia». Pura follia è anche per Sandra della pasticceria Boccione di via del Portico d’ Ottavia. «Poi dice che la gente dà fuori di testa: ma la gente lavora, eh!, non si possono prendere i soldi così, tassare indiscriminatamente, perché questa è una tassa, parliamoci chiaro». Pura follia è per Enrico della tabaccheria di via San Bartolomeo de’ Vaccinari: «Sono aumentate le tariffe ma a noi i i tagliandi da 1,50 arriveranno solo a ottobre. Anzi io ne ho ancora da 1 euro, che si possono vendere e usare fino a fine mese». «Eppure – continua Enrico – l’ altro giorno un ausiliario del traffico è entrato per comprarsi le sigarette e mi ha detto che se sul cruscotto di una macchina trova i tagliandi da 1 euro lui fa la multa». Le macchinette poi, con tutte le monete che la gente è costretta a inserirci, dopo poco si riempiono. E si bloccano. «Qui intorno a fine mattinata – rivela il tabaccaio – sono tutte fuori uso. Un incubo all’ italiana». E poi ci sono zone, come sul Lungotevere Gianicolense, in cui, poiché le macchinette non sono state cambiate, si paga ancora un euro all’ ora e 4 euro per tutto il giorno. Se si paga. Anche qui, infatti, sono più le auto senza tagliando, che quelle con i titoli a posto. «Se aumenti le tariffe, mi devi dare in cambio un servizio di mezzi pubblici di qualità e di quantità adeguata» tuona Carlo Rienzi, presidente Codacons. «Altrimenti diventa solo una tassa per ripianare il deficit di bilancio. Inaccettabile ». Codacons ha anche presentato un esposto alla Procura di Roma per «gli sconti applicati dal Comune ai soli cittadini del Vaticano ». E poi annuncia: «Sulla questione strisce blu faremo un ricorso collettivo al Tar del Lazio. Si può firmare anche on-line all’ indirizzo www.codacons.it». ( ha collaborato Giovanni Brancato) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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