14 Febbraio 2019

” Rivendere sul web non è un reato” Assolti i bagarini dei concerti rock

Milano, prosciolti i gestori dei siti di secondary ticketing Caso nato dai prezzi gonfiati per Springsteen e Coldplay Da luglio i biglietti nominativi limiteranno il fenomeno Milano Il secondary ticketing, ovvero la rivendita di biglietti dei concerti a un prezzo maggiorato online, non è reato. Almeno per ora. Ieri il giudice per le udienze preliminari di Milano ha assolto tutti gli imputati nel procedimento per cinque tra manager di società e promoter che erano finiti sotto inchiesta ( insieme a quattro società) con l’ accusa di truffa e aggiotaggio. L’ ipotesi dei magistrati era che ci fossero accordi tra gli organizzatori dei concerti e Viagogo, sito di rivendita di biglietti online, affinché gli ingressi fossero venduti a peso d’ oro sul mercato online in modo da avere un ritorno maggiore rispetto al prezzo stabilito inizialmente. Ad essere assolti perché il fatto non sussiste sono stati Roberto De Luca e Antonella Lodi, titolari delle società Live Nation Italia e Live Nation 2 nel processo per rito abbreviato e Corrado Rizzotto ex amministratore delegato della società di rivendita online Vivo. Il gup Maria Vicidomini ha stabilito il non luogo a procedere anche per i quattro imputati che avevano scelto il rito ordinario, ovvero Domenico D’ Alessandro, la sua società Di Gi e soprattutto Charles Stephen Roest, amministratore del sito Viagogo e la società Vivo. Tutto era nato da un esposto presentato da un altro promoter, Claudio Trotta titolare della società Barley Arts. Nella sua denuncia in procura aveva segnalato come alcuni biglietti dei concerti da lui organizzati – come quello di Bruce Springteen e dei Coldplay- si trovassero in vendita in rete poco dopo l’ esaurimento della disponibilità sul canale ufficiale di Ticket One a prezzi 3 o 4 volte superiori al valore effettivo: « Questo esito era prevedibile – ha spiegato Trotta – perché è il sistema normativo italiano ad avere un insieme di leggi, in particolare per quanto riguarda l’ aggiotaggio, che non sono al passo con i tempi. Ho piena fiducia nella magistratura e sarà interessante leggere le motivazioni di questa sentenza » . Sul secondary ticketing è stata approvata una legge che entrerà in vigore a luglio: prevede biglietti nominali per i concerti e applicando il decreto Franceschini del governo precedente dichiara illegale questa pratica. «Una legge ottima – prosegue Claudio Trotta – che però non può essere retroattiva ». Per i difensori degli imputati, la giornata di ieri è stata una vittoria. «Non poteva esserci aggiotaggio dove il prezzo viene fissato nell’ incontro sul sito tra domanda ed offerta – ha dichiarato l’ avvocato Giammarco Brenelli, difensore di Stephen Roest – né applicata una norma dirigista quale quella dell’ aggiotaggio al mercato libero dei biglietti per eventi pubblici. Particolare soddisfazione anche per la formula di assoluzione in udienza preliminare perché il fatto non sussiste». Tra le parti civili, oltre la Siae, era presente anche l’ associazione dei consumatori Codacons. « Una sconfitta per migliaia di utenti italiani costretti ad acquistare biglietti per concerti ed eventi vari a prezzi astronomici – ha scritto il presidente Carlo Rienzi in una nota – Il procedimento penale evidenziava come i prezzi dei biglietti aumentassero in modo artificioso nel passaggio dai canali di vendita ufficiali a quelli secondari. Una prassi aggravata dal fatto che sul mercato i biglietti dei grandi eventi terminavano dopo pochi minuti dall’ apertura delle vendite, per poi apparire subito dopo sui siti di secondary ticketing a prezzi maggiorati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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