Rivarone ‘Caraté’, arte varia e strampalerie ma il vanto del paese è la ciliegia precoce
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fonte:
- Il Piccolo
VENERDÌ 18 DICEMBRE 2020 47 ECONOMIA TERRITORIO n Rivarone ‘Caraté’, arte varia e strampalerie ma il vanto del paese è la ciliegia precoce n Le ciliegie sono il palese motivo di vanto di Rivarone, ma è evidente che se il Codacons volesse ampliare il premio “Piccolo comune amico”, aggiungendo la categoria “Follie e originalità”, questa gente che sta sulla collina tra Alessandria e Valenza avrebbe ottimi motivi per iscriversi. Potrebbe ad esempio raccontare la “Cursa di caraté”, fantasiosi mezzi a ruote, costruiti artigianalmente e messi su strada per una competizione surreale; oppure promuovere un gioco da tavolo con luoghi e personaggi rigorosamente ‘local’. Ma questo è anche il borgo del festival di teatro e cabaret “Ridarone”, dei magneti promozionali, della frase “Viva Rivarone” scritta in varie parti del mondo… Massimo Canonico, un serissimo ricercatore universi tario prestato alla goliardia, è artefice, non unico, di bizzarrie simili, apprezzabili quanto le molto più rigorose conferenze o la delicata “Notte dei racconti”, che Rosetta Bertini promuove con la Soms e l’Arca ovvero le associazioni che iniettano benzina al motore del paese, nella convinzione che la bellezza paesaggistica non sia sufficiente a farlo vivere. Tradizione antica Poi, certo, poiché non si campa di solo intrattenimento, consci del fatto che i “caraté”, per quanto apprezzabili, non hanno mercato né generano business, bisogna puntare su altro. Qui, dai primi del Novecento, hanno scommesso sulle ciliegie, che ancora oggi «possono servire a rilanciare sia l’economia che il turismo, consentendoci di farci conoscere anche al di fuori della nostra piccola realtà», come spiega il sindaco Elisabetta Tinello. Ed è con le ciliegie, dunque, che Rivarone concorre al premio “Piccolo comune amico”, riservato a località con meno di 5mila abitanti: in provincia si sfidano in nove, in differenti categorie. Qui si punta su una tradizione antica che si chiama “La precoce”, perché, se tutto va bene, attorno al 10 maggio su questi colli si possono già raccogliere le ciliegie. Tra chi lo fa da anni, spicca Luigino Fracchia per il quale la coltivazione è una tradizione di famiglia, riconducibile al bisnonno. «Fino agli anni Settanta – racconta – c’era il mercato delle ciliegie e venivano a comprarle anche da altre regioni. Ora, malgrado i nuovi impiantamenti, non siamo di certo ai fasti di un tempo. Ognuno ha i propri i canali di vendita, ma purtroppo siamo rimasti in pochi, tutti però orgogliosi del nostro prodotto». Che fa sì che Rivarone entri nel novero delle principali località italiane (da Vignola a Bagnaria, da Marostica a Garbagna) la cui economia poggia sul tipico frutto primaverile. «Con Vignola siamo gemellati: là c’è una ciliegia simile alla nostra. Noi la chiamiamo Precoce, loro Moretta, ma siamo lì….». A metà maggio, la sagra. La prossima sarà la numero 50, un traguardo da festeggiare con tutti i crismi. Servono un’ottima annata e un Covid distante.
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