18 Dicembre 2020

UN REGALO PER TUTTI GLI ANZIANI E PENSIONATI ITALIANI: LA DIFFIDA CONTRO IL BLOCCO DELLA RIVALUTAZIONE!

    Una diffida a Conte e a Gualtieri che tutti i pensionati italiani possono scaricare gratuitamente e inviare al governo che deve provvedere entro 30 gg!

    LA NORMATIVA

    Come già preannunciato, il blocco della rivalutazione monetaria delle pensioni verrà prorogato per una ennesima volta, anche per tutto il 2022.

    Infatti, il comma 477 dell’art. 1 della Legge n. 160/2019, come peraltro recepita anche da ultimo dalla Circolare INPS n. 148 del 18/12/2020, stabilisce che per tutto il periodo 2020-2021 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta:

    a) per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento;

    b) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi:

    1) nella misura del 77 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS;

    2) nella misura del 52 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS;

    3) nella misura del 47 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo INPS;

    4) nella misura del 45 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a nove volte il trattamento minimo INPS;

    5) nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a nove volte il trattamento minimo INPS.

    Ed ancora, il successivo comma 478 prevede testualmente che: A decorrere dal 1° gennaio 2022 l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448:

    a) nella misura del 100 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a quattro volte il trattamento minimo INPS;

    b) nella misura del 90 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra quattro e cinque volte il trattamento minimo INPS;

    c) nella misura del 75 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il predetto trattamento minimo.

    Dunque, il Governo ha ben pensato di bypassare ancora una volta le pronunce della Corte Costituzionale e rinviare a data da destinarsi la fine di questo maledetto blocco della rivalutazione delle pensioni!

    LE RAGIONI DELL’INIZIATIVA CODACONS

    Per noi non è giusto chiudere qui la lunga battaglia intrapresa ormai cinque anni fa al fianco delle migliaia di pensionati che hanno deciso di dare fiducia al Codacons.

    Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti i pensionati ex pubblici dipendenti che ancora una volta si trovano a pagare per le inefficienze del sistema una diffida fondata sul principio che, in tempi duri come quelli che stiamo vivendo, a fronte di una panedemia senza precedenti, sono i pensionati a sorreggere di fatto l’economia, ad aiutare i più giovani, a far andare avanti il sistema.

    Per cui NON È ACCETTABILE CHE SI VADA A COLPIRE PROPRIO QUESTA CATEGORIA! NON È GIUSTO COLPIRE LE PENSIONI!

    Lo Stato deve trovare altri rimedi, ma è inaccettabile che si ricorra, da oltre 10 anni a questa parte, al blocco della rivalutazione delle pensioni!

    Del resto, così si è già espressa anche di recente la giurisprudenza, a tutti i livelli: “(..) per effetto di tali decurtazioni (di importo e  di  durata maggiori rispetto a quanto già previsto dal precedente contributo di solidarietà ritenuto legittimo dalla Corte  costituzionale),  si  è venuta a verificare una irrazionale discriminazione tra  soggetti  il cui trattamento pensionistico è’ stato calcolato interamente  con  il sistema retributivo o  misto  rispetto  a  quelli  soggetti  al  solo sistema contributivo, esclusi dal contributo di  solidarietà,  senza tener  conto  delle  diverse  anzianità  di  servizio  e  qualifiche conseguite  e  dell’ammontare   delle   ritenute   versate,   facendo riferimento  sic  et  sempliciter   all’ammontare   del   trattamento pensionistico annuo lordo, prescindendo dall’anzianità  di  servizio effettivo  prestato.  Inoltre  non  sono  ravvisabili  condizioni  di necessità e urgenza che diversamente dagli anni  precedenti  possano giustificare l’adozione di tale misura per la durata  di  ben  cinque anni, tenuto conto che la misura de qua  riguarda  soggetti  di  età avanzata (come nel caso) cui  viene  sottratto  parte  rilevante  del reddito maturato dopo una lunga carriera  frustrando  cosi’  le  loro legittime aspettative di un tenore di vita dignitoso in  cui  avevano riposto affidamento durante la loro attività lavorativa.   Sembra pertanto a questo giudice che  le  disposizioni  normative sopra citate, avendo reiterato  a  distanza  di  pochi  anni,  misure peggiorative dei trattamenti pensionistici ordinari, con applicazioni di percentuali superiori a quelli precedenti e su ampi  scaglioni  di reddito,  di  maggiore  durata,  abbiano  violato   i   principi   di uguaglianza, di cui all’art. 3  Costituzione  e  (forse  ancor  più) quelli di proporzionalità e adeguatezza alle esigenze vitali di  cui agli articoli 36 e 38” (per tutte C.Conti Sez. giurisd. Lazio, Ordinanza 22 ottobre 2019, pubbl. In G.U. n. 27 del 1/7/2020).

    Per scaricare senza impegno la diffida, clicca qui. Non appena avremo ricevuto copia della diffida vi invieremo le istruzioni per aderire al ricorso, che verrà avviato alla Corte dei Conti di competenza, essendo riservato ai soli ex pubblici dipendenti.

     

    Ps Cogliamo l’occasione per segnalare l’appello alla Presidenza del Consiglio e a tutte le forze di Governo che il Codacons sta inviando proprio in questi giorni affinchè vengano finalmente bloccate le assurde richieste di corresponsione della TARI, bollette di energia elettrica, luce e gas, almeno fino alla fine della emergenza COVID, per salvare tutti i piccoli risparmiatori, al fianco dei quali il Codacons è sempre stato e continuerà a stare, oggi più di ieri!

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