9 Gennaio 2015

Ritardi, proteste e malori a bordo La giornata no dell’ alta velocità

Ritardi, proteste e malori a bordo La giornata no dell’ alta velocità

CASERTA È stata una giornata decisamente no quella di ieri per i treni a lunga percorrenza in partenza dalla Campania. Una mezza odissea per i viaggiatori del Frecciargento partito da Caserta e diretto a Roma e un ritardo inammissibile per il Frecciarossa 9550 Salerno-Milano Centrale. Cominciamo dai 470 passeggeri a bordo del primo convoglio rientrato nella città della Reggia dopo due ore e 45 minuti di disagi. Il treno è rimasto fermo per un guasto tecnico al chilometro 177 quando non aveva ancora oltrepassato il confine tra Campania e Lazio (tra le fermate, cioè, di Capua e di Cassino) e dopo che era già partito con quasi mezz’ ora di ritardo. Sarebbe dovuto essere nella Capitale intorno alle 11 ma dopo la partenza ritardata dalla stazione del capoluogo di Terra di Lavoro è andato incontro anche ad un altro problema. Lo stop sui binari in aperta campagna, divenuto prolungato, ha dato luogo a disagi e proteste da parte dei viaggiatori. Una donna – secondo quanto raccontato da alcune persone a bordo – ha anche accusato un malore ed è stata richiesta la presenza di un medico a bordo. Al personale in servizio sul convoglio i viaggiatori hanno chiesto di essere riaccompagnati nella stazione di partenza per poter salire su un altro treno ma tutto questo non sarebbe stato possibile. Da qui altre vibrate proteste. Non senza difficoltà il treno è tornato nella stazione di Capua, per una sosta tecnica durata circa un’ ora. «Ci è stato impedito di scendere» ha postato sul suo profilo di Facebook l’ ex parlamentare ed attuale presidente del Pd della Campania, Stefano Graziano, che era sul convoglio partito da Lecce e diretto a Roma. «Efficienza ed efficacia – ha poi aggiunto dopo il rientro a Caserta – sono il forte delle Fs». Le quali, in una nota, hanno sottolineato che «in merito al presunto malore a bordo, nessun viaggiatore, giunto a Caserta, ha poi richiesto l’ intervento del 118 o particolare assistenza sanitaria. Durante la sosta e prima del trasbordo i viaggiatori sono stati informati e assistiti. Tutti i passeggeri – concludeva il comunicato delle Fs – hanno diritto all’ indennizzo per ritardo superiore ai 120 minuti». Finirà invece sul tavolo dell’ Antitrust e al Ministero dei trasporti la vicenda del Frecciarossa 9550 che fino a Roma ha accumulato circa mezz’ ora di ritardo. A firmarlo il presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, che era a bordo del convoglio: «Se i viaggiatori fossero stati adeguatamente informati in anticipo – denuncia – avrebbero potuto prendere un altro treno diverso dall’ alta velocità, e risparmiare sul costo del biglietto impiegando più o meno lo stesso tempo per arrivare a destinazione». P. Ros.

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