2 Luglio 2017

Ritardi a Fiumicino per 260mila utenti ma soltanto il 2% chiede l’ indennizzo

SALVATORE GIUFFRIDA NON SIAMO ai livelli di quanto successo alla United Airlines negli ultimi due mesi, con il medico David Dao in overbooking trascinato a forza fuori dall’ aereo, o i due sposini costretti a dormire per terra in aeroporto dopo aver segnalato un guasto al velivolo prima del decollo, ma anche a Roma la tutela dei diritti dei passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni e disagi per overbooking causati dalle compagnie aeree è a dir poco avvolta nell’ incertezza e lasciata al caso. L’ allarme arriva da associazioni di consumatori come Codacons e da AirHelp, start up specializzata nell’ assistenza ai passeggeri aerei. I numeri parlano chiaro: secondo Airhelp, su oltre 41 milioni di passeggeri transitati per Fiumicino nel 2016, almeno 180mila avrebbero diritto a risarcimenti per ritardi di oltre due ore causati dalle compagnie aeree, per un valore complessivo che supera i 60 milioni. Soldi che però non sono stati pagati: la percentuale dei passeggeri che ha chiesto e ottenuto il rimborso, in media di 400 euro, è del 2%. Quest’ anno va anche peggio: da gennaio a fine maggio 2017 i passeggeri di Fiumicino che avrebbero diritto a rimborsi sono 83.241 per un valore di 34 milioni e 75mila euro, più della metà rispetto al totale del 2016 perché i principali ritardi sono avvenuti sui voli di lungo e medio raggio. In base al regolamento Ue del 2004, i rimborsi variano in base alla lunghezza delle tratte: 250 euro per voli fino a 1500 chilometri, 400 oltre i 1500, 600 oltre i 3500. E in caso di ulteriori danni materiali o immateriali, come spese per taxi, alloggio in hotel o altri imprevisti, si possono chiedere rimborsi più alti. Ma spesso è tutto inutile. Le pratiche sono complesse, dispendiose per le spese legali e possono durare anni al punto che in molti casi i viaggiatori, pur avendo diritto al rimborso, preferiscono rinunciare. In tutta Italia l’ Enac, l’ ente per l’ aviazione civile a cui i passeggeri possono rivolgersi in ultima istanza per far valere le proprie ragioni, ha comminato 38 sanzioni alle compagnie aeree, per un valore di 363mila euro. In sostanza, il passeggero è scarsamente tutelato e applicare le norme Ue e internazionali non è per nulla facile. Secondo Airhelp a Roma quasi tutte le compagnie aeree, tra cui Vueling, Ryanair, Alitalia, Meridiana, devono pagare rimborsi per ritardi e disagi, ma il problema riguarda soprattutto le low cost. «È necessario che i viaggiatori agiscano per ottenere i loro diritti – spiega Lorenzo Asuni country manager di AirHelp Italia – i passeggeri possono farlo anche a distanza di tre anni ma è urgente semplificare i procedimenti ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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