26 Marzo 2019

Ristoro banche venete, la “pressione” sul governo del Codacons e di Zaia

 

Un ignobile teatrino della politica – è scritto in un comunicato del Codacons – sulla pelle dei risparmiatori traditi dalle banche. Così il Codacons critica senza mezzi termini gli ultimi sviluppi sui decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori, con il vicepremier Matteo Salvini che ha avviato un pressing sul Ministro dell’economia Tria, affermando “o li firma entro questa settimana oppure li andiamo a scrivere noi”.

“Ancora una volta i risparmiatori traditi, che da anni attendono i rimborsi cui hanno diritto, sono costretti ad assistere ad una sceneggiata sul futuro dei propri soldi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia i decreti attuativi, anche quando saranno finalmente varati, copriranno solo una minima parte delle perdite subite dagli investitori e non saranno sufficienti e fare giustizia e sanare scorrettezze, raggiri e malagestione delle banche”.

In base ai calcoli del Codacons, infatti, solo per le banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto banca) e per i 4 istituti sottoposti a risoluzione (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti) il danno complessivo subito dai risparmiatori supera quota 15,6 miliardi di euro e investe quasi 220mila piccoli azionisti e obbligazionisti, con una perdita media pari a 71.604 euro a risparmiatore.

“Ben venga lo stanziamento da parte del Governo, ma auspico che giunga davvero nel più breve tempo possibile ai cittadini che ne hanno diritto. Abbiamo famiglie e imprese ridotte sul lastrico e decine di migliaia di investitori che hanno perso tutto; non possono attendere ancora”.

Così – in una nota – il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la dichiarazione del vicepremier Matteo Salvini con cui annuncia che entro questa settimana il Ministero dell’Economia emanerà i decreti per il risarcimento dei risparmiatori colpiti dai crak bancari.

“Ci sono banche che nella nostra regione si sono rese protagoniste di un vero disastro – conclude -. I risparmiatori che hanno lavorato una vita con grandi sacrifici e hanno perso tutto da un giorno all’altro non possono essere chiamati ancora a pagare il conto delle responsabilità altrui. Per dare ristoro a questi cittadini è doveroso che il decreto sia emanato in tempi velocissimi”.

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