27 Aprile 2019

Ristori bancari e tempi tecnici di restituzione

Il Governo ha confermato, per i rimborsi ai “truffati” dalle banche, la linea del doppio binario, raddoppiando da 100 mila a 200mila euro la quota detenuta dei valori mobiliari per accedere al ristoro automatico. Mantenuto, invece, il tetto dei 35mila euro di reddito per gli altri risparmiatori da rimborsare senza ricorsi all’ arbitrato. Tutti gli altri dovranno fare ricorso alla Commissione tecnica. Per alcuni osservatori l’ innalzamento dell’ asticella a 200mila euro, potrebbe comportare qualche difficoltà con la Commissione europea: un po’ ardito definire come “piccoli risparmiatori” i detentori di 200mila euro di valori mobiliari (vedere articolo a pagina 20). Posto che tutto si sistemi secondo i desiderata di Governo e associazioni dei risparmiatori è ragionevole chiedersi quali siano le tempistiche per la restituzione di parte del denaro. Uno dei tecnici che si sta occupando della questione per conto del Codacons, Enzo De Biasi, si è posto il problema: «la forma del decreto legge sottintende ragioni di particolare “necessità e urgenza”. Il decreto deve essere convertito in legge nei successivi 60 giorni dando per scontato che i testi in entrambi i rami del Parlamento siano gli stessi. Il Governo potrebbe bypassare il problema chiedendo il voto di fiducia ma resta sospeso l’ esito della negoziazione con la Ue per i nuovo tetto massimo fissato ieri. Paradossalmente il Decreto Crescita era già stato adottato il 4 aprile scorso ma, a 23 giorni dalla sua approvazione, non era stato ancora inviato al Quirinale per gli aspetti di legittimità costituzionale. Dal 23 aprile il Decreto Crescita è un atto della Repubblica quindi da martedì è iniziato il conteggio dei successivi 15 giorni entro cui il provvedimento deve essere inoltrato e controfirmato al Colle. Ricevuto l’ ok presidenziale il documento prosegue con l’ invio per la pubblicazione in Gazzetta. Ricapitolando, dal 23 aprile aggiungendo 15 giorni più altri 60 giorni, si arriva ai primi dieci giorni di luglio. Ue permettendo. Oltre a ciò se l’ esame del testo al Quirinale necessiterà di più tempo ciò avrà conseguenze sull’ iter. Poi sarà necessaria l’ istituzione della Commissione, e l’ elaborazione della modulistica». Stime: «non prima del 2020. A meno che nel futuro testo che sarà reso disponibile alle Camere le norme non indichino tempistiche decurtate rispetto alla legge vigente». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano elli

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