Ristorante della capitale presenta un conto da 580 euro a due giapponesi
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fonte:
- America Oggi
ROMA. Mentre gustavano aragoste e ostriche, accompagnate da un buon vino a due passi da piazza Navona nel cuore della città eterna, non sapevano ancora che sarebbe stato il pranzo più costoso della loro vita. Non può essere, si sono detti, ma quando la coppia di turisti giapponesi si è vista recapitare il conto ha pensato a un errore. Tornati in possesso della loro carta di credito i due hanno letto che sulla ricevuta c’era scritto, nero su bianco, 579,50 euro, comprensivi di una più che lauta mancia di 115 euro mai autorizzata. Poco dopo, raccontato il fatto al vicino commissariato di polizia, per il titolare del locale è scattata la denuncia per truffa. I due giapponesi, infatti, hanno salutato il personale del noto ristorante Il Passetto’, frequentato da vip e politici, ma invece che lasciarsi alle spalle un pranzo che dopo quel conto così salato non si riusciva proprio a digerire, sono andati al commissariato Trevi Campo Marzio e hanno denunciato ciò che avevano subito. A quel punto gli agenti hanno compiuto i controlli nel ristorante e hanno appurato che i prezzi applicati alla coppia non corrispondevano a quelli del menu. Gli agenti hanno anche richiesto i controlli sanitari da parte del Servizio Igiene Alimenti della Asl Roma che ha disposto l’immediata chiusura per gravi carenze igienico sanitarie del locale, dopo aver riscontrato carenze strutturali, ambienti sporchi e frigoriferi non funzionanti. Franco Fioravanti, gestore de "Il Passetto", è stato colto di sorpresa. "Non capisco – ha raccontato – la coppia di turisti giapponesi venuta qui venerdì scorso verso le 14, ha mangiato tutto quello che aveva ordinato dopo aver controllato i prezzi sul menù, poi ha pagato soddisfatta e ci ha salutato con il tradizionale inchino lasciando anche 115 euro di mancia". Duro il commento del sindaco Gianni Alemanno: "Per quanto mi riguarda questo ristorante non deve più aprire e per casi di questo genere si deve arrivare alla revoca della licenza. Ho dato mandato alla Polizia Municipale di predisporre dei controlli straordinari per smascherare queste truffe che devono essere perseguite con fermezza fino ad arrivare alla revoca della licenza. Questi singoli casi, che rappresentano una minima parte, rischiano di infangare la reputazione della stragrande maggioranza dei ristoratori romani". Sulla stessa linea il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi: "Chiediamo la massima severità – ha detto verso chi ha tenuto un comportamento di una gravità inaudita". Immediate anche le reazioni delle associazioni dei consumatori. L’Adoc ha annunciato che si costituirà parte civile nei confronti dei responsabili della truffa ai danni di due turisti. Sulla stessa linea il Codacons: "Episodi di questo tipo nella Capitale sono assai frequenti – ha affermato il Presidente Carlo Rienzi – La pratica dello spennare’ il turista é diffusa a Roma. Una coppetta di gelato seduti a un tavolino in centro arriva a costare 10 euro, un caffé espresso 4 euro".
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