Rissa in Comune, salta la solidarietà a Kyenge
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fonte:
- Corriere della Sera
Le polemiche sul caso Kyenge-Calderoli non accennano a diminuire. Nell’ arena politica nazionale, ma non solo. In parlamento alla richiesta di buona parte della maggioranza (con in testa il premier Enrico Letta) di un passo indietro del lumbard dalla vicepresidenza del Senato, fa da contraltare la posizione leghista. I lumbard rilanciano, «preso atto delle scuse presentate da Calderoli a Kyenge», annunciando «una manifestazione contro l’ immigrazione clandestina». Ma i contraccolpi si sentono anche in terra orobica, dove il caso ha avuto origine. Dopo le parole del colonnello leghista alla festa di partito di Treviglio («Quando vedo Cécile Kyenge penso, anche se non dico che lo sia, a sembianze d’ orango»), si prospettano ripercussioni legali. Negli uffici della procura della Repubblica di Bergamo, infatti, si valuta l’ ipotesi di aprire un fascicolo d’ indagine sulle affermazioni di Calderoli. Ipotesi di reato: diffamazione aggravata dall’ odio etnico-razziale. In presenza di tale aggravante, infatti, è possibile procedere d’ ufficio, senza dover attendere querele di parte. Le analisi sono in corso, anche con la presa d’ atto delle cronache e dei commenti pubblicati sui media. Ma i movimenti non sono finiti. Sempre in procura è arrivato l’ esposto del Codacons, che già domenica aveva annunciato l’ intenzione di querelare Calderoli. Fin qui, il lato giudiziario. Tornando alla politica, mentre a Treviglio si raccolgono firme a favore del ministro Kyenge, a Palafrizzoni è scoppiata ieri sera una polemica feroce. All’ origine, una mozione – poi bocciata – dei gruppi di centrosinistra per esprimere solidarietà alla titolare dell’ Integrazione di origine congolese. Il testo è arrivato sui banchi del Consiglio, che ieri aveva una seduta calendarizzata. La prima firmataria, Elena Carnevali (Pd), ha chiesto la discussione urgente «perché le frasi pronunciate da Calderoli, nell’ audio pubblicato dal Corriere.it , appaiono ancora più gravi. Il ministro Kyenge giovedì è stata in città e la città non può essere assimilata a certe parole». Poi la richiesta: «Il Pdl voti l’ urgenza, non mostri sudditanza nei confronti della Lega». Ma il testo non è arrivato alla discussione, l’ urgenza bocciata dal centrodestra. I lumbard, con il capogruppo Alberto Ribolla, hanno contestato la procedura accelerata del testo in modo generico (ma il presidente del Consiglio Guglielmo Redondi si è astenuto). Poi sono stati gli azzurri – ago della bilancia, che a parte due astensioni, sindaco Franco Tentorio compreso, hanno votato con il Carroccio – ad affossare la discussione. «Quando il ministro è giunto in città e il Carroccio ha annunciato contestazioni io ho detto pubblicamente che era un grave errore – ha affermato Giuseppe Petralia, capogruppo del Pdl che ieri ha registrato posizioni di forte censura come quelle pronunciate dal senatore Enrico Piccinelli -. Ma ora Calderoli ha chiesto scusa, per questo secondo noi l’ urgenza di dibattere non c’ è». E il testo è naufragato. Dai banchi del centrosinistra non si è fatta attendere la reazione: «Vergogna, vergogna», hanno urlato i consiglieri. E ancora: «È vero che il Pdl è suddito della Lega». «Si perde l’ occasione – il commento amaro – di smarcarsi da certe offese». Mozione di solidarietà rinviata a data da destinarsi. Anna Gandolfi Silvia Seminati RIPRODUZIONE RISERVATA.
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