1 Luglio 2004

Risposte ai dubbi “on line“ sul sito della polizia








ROMA – Hanno insistito fino a ieri tanti deputati, «suvvia, Lunardi, una proroga», e persino altri ministri si sono sbilanciati, «Pietro, ma sei convinto?». Lui, il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, è straconvinto e non fa un passo indietro: «La legge è legge. Bravo chi ha preso il patentino, chi non l?ha fatto, peggio per lui. C?era un anno di tempo per mettersi in regola». Da oggi, dunque, partono le multe: i minori di 18 anni devono avere in tasca un certificato di idoneità per poter guidare un ciclomotore, chi non ce l?ha rischia 516 euro di contravvenzione e il fermo amministrativo del motorino per due mesi. Più della metà dei ragazzi non sono riusciti a prenderlo? Pazienza, dice il ministro, «se da qui a settembre 200mila giovani non guideranno il ciclomotore, risparmieremo tante vite». Il timore è che un piccolo esercito di ?disobbedienti? continui a girare in moto pur non potendo, e in caso di incidente possono essere guai per le famiglie. Compito dei genitori far rispettare la legge ai propri figli, replica il ministro, «se non lo fanno loro, ci penseranno le forze dell?ordine». Senza troppo rigore, «controllate i ragazzi, ma non inseguiteli», raccomanda Lunardi a vigili e poliziotti.
Finora sono 290mila i patentati, dicono al ministero dei Trasporti, su 730mila ragazzi che si erano iscritti ai corsi nelle scuole: 400mila sono senza documento. La provincia di Roma è quella che ha rilasciato più certificati, a Napoli i ragazzi in regola sono appena 200. Quattrocentomila fino ad oggi i candidati, «a fronte delle 443mila richieste di prenotazione», informa il ministro, 100mila i bocciati. Che ne sarà dei potenziali ?fuorilegge?? Chi pagherà i danni in caso di incidente? In linea di principio, le assicurazioni non devono risarcire i danni provocati da chi non è in regola. Ma l?Ania, l?associazione che riunisce le assicurazioni, invita le compagnie «a una tolleranza intelligente». In poche parole, in questa prima fase di applicazione delle legge «l?esercizio della facoltà di rivalsa – raccomanda l?Ania – va considerato in maniera non rigorosa». Elasticità, dunque, da parte delle assicurazioni: possono – ma nessuno le obbliga – non chiedere i danni alle famiglie, ma a patto che il minore che ha provocato l?incidente prenda al più presto il patentino.
Ma questo è solo uno dei problemi. C?è da giurare, sostiene l?Asaps, l?associazione sostenitori della polizia stradale, che gli uffici dei giudici di pace saranno sommersi dai ricorsi per le multe subite dai ragazzi. Lo potranno presentare quanti sono in grado di dimostrare che non gli è stata offerta la possibilità di frequentare il corso della scuola previsto per legge. «Il giudice potrebbe accogliere il ricorso nel caso in cui il minore si è trovato nell?impossibilità, non per causa sua, di prendere il patentino. Ma bisogna valutare caso per caso», sostiene Francesco Mollo, presidente associazione nazionale giudici di pace. Per mettersi al riparo dalle multe, secondo l?avvocato Carlo Rienzi del Codacons, basta «esibire la domanda di partecipazione ai corsi, purché sia stata presentata entro il 30 giugno. La punibilità viene meno quando non si è in condizione di rispettare la legge per colpa di terzi». Fa bene il ministro, aggiunge Rienzi, a non concedere le proroghe. I genitori dei ragazzi che si sono ridotti all?ultimo momento «dovrebbero punire i figli».

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