12 Gennaio 2006

Rispetto il codice, multa e poi condanna

“Ho preso due multe per il passaggio al semaforo di largo Garibaldi. Multa col Fotored, ovviamente, ma il bello è che nel ricorso un giudice di pace mi ha dato ragione e uno invece mi ha dato torto, confermando la multa e facendomi pagare anche 11 euro di spese processuali“. Le disavventure di un invalido di Casinalbo di 59 anni sono veramente da manuale per “abuso da Fotored“, com`è stato definito ieri nel corso della conferenza stampa in cui il Codacons ha illustrato le ragioni di un`opposizione ferma ai blocchi del traffico. E il caso del pensionato multato, assolto e poi condannato per la stessa presunta infrazione è esemplare, per il Codacons, di come vengono amministrati i divieti a Modena. Un risultato però è arrivato; da un lato il Comune è stato costretto a installare almeno un cartello di spiegazioni al “semaforo degli inganni“ e dall`altro sta per partire un esposto al Csm: “Attenzione – precisa con grinta Galli – qui non si contesta il diritto del giudice d`interpretare una norma. Al contrario, siccome nella sentenza il giudice di pace scrive che non applica le leggi in vigore, vorremmo sapere chi gli dà questo diritto. “Al semaforo Garibaldi-Reiter – spiega il signor S.R. – il semaforo col rosso vieta solo il passaggio verso via Trento Trieste ma non la svolta a destra. E io ho appunto voltato a destra, mettendomi nella corsia dei bus, come autorizzato dalla legge 503 del 1996 e come mi viene riconosciuto nelle altre città della regione. A Modena invece mi hanno multato col Fotored“. Di qui il ricorso, una volta accettato e una volta rifiutato. “Al semaforo c`era un segnale sbagliato, ora chi paga?“

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