Risparmiatori truffati: c’ è Salvini e dà la linea per il ristoro del 30%
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fonte:
- Corriere delle Alpi
Renzo MazzaroVENEZIA. Associazioni dei risparmiatori di ritorno da Roma, al suono cadenzato di un vecchio motivo di Vasco Rossi che ci tocca scomodare: «C’ è chi dice qua, c’ è chi dice là, c’ è chi dice no… ». Naturalmente c’ è anche chi dice sì, ma è dura armonizzare gli spartiti. Se la mettiamo in politica, ha vinto Salvini: tre ore di riunione condotta dal sottosegretario Villarosa, arriva lui, si ferma dieci minuti e mette il popolo in riga. «Con 55 emendamenti è un casino», dice testualmente, «se riuscite a mettervi d’ accordo tra voi, poi noi recepiamo. Ma per me e per Villarosa è più facile recepire 5 punti cardine che non aprire un dibattito che esigerebbe altri due mesi di discussioni». Nessuno dice elementare Watson, al contrario: Luigi Ugone, per esempio, uno che dice no, registra che dopo Salvini il dibattito prende un’ altra piega. «Si passa dal colloquiale al decisorio». E non va bene? «Io non commento le parole, aspetto di vedere cosa scrivono». Ugone («Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza») è uno dei massimalisti, vorrebbe che a stabilire il danno ci fosse una commissione interministeriale e non l’ Acf, perché Acf vuol dire Consob e Consob vuol dire controlli mancati. Ipercorretto ma utopistico. Un altro massimalista è Andrea Arman, coordinamento don Torta, chiuso in uno sdegnato silenzio perché, fa sapere, abbiamo travisato il suo pensiero. Non vorremmo sbagliare un’ altra volta definendolo scontento. Molto soddisfatto l’ avvocato Sergio Calvetti, veterano di questi combattimenti, che dà per acquisito il valore di risarcimento delle azioni: «Il 31 dicembre 2014, quando le due popolari venete avevano la quotazione massima. Villarosa è d’ accordo, resta solo da attendere il parere della direzione generale del Tesoro, che dovrà verificare se la valutazione è corretta. Ma c’ è una sentenza del tribunale di Milano del 2008 su una mia causa che lo dichiara». «Ci sono due opinioni diverse ma non so se saranno affrontate direttamente dalla legge o rimandate all’ arbitrato», aggiusta il tiro l’ avvocato Rodolfo Bettiol, referente unico della cabina di regia che conta una dozzina di associazioni e a cui aderisce anche Calvetti. «A nostro avviso va rimborsato l’ investimento fatto, qualcun altro ha parlato di un calcolo sul periodo temporale del valore medio delle azioni». Modalità diverse, su uno snodo non è secondario. Bettiol dice che Villarosa ha recepito i punti principali. Concorda l’ avvocato Matteo Moschini. Esulta o quasi Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino. Tutti aspettano ora il testo che verrà condensato da Villarosa, con le modifiche all’ articolo 38. Seguirà verifica definitiva e passaggio in aula. Dal 1° al 31 gennaio i modelli Consob per le domande, termine per la presentazione il 30 settembre. Poi il pagamento del 30% del danno riconosciuto, a esaurimento di un miliardo e mezzo. Contro il Codacons: «Il 30% offende i risparmiatori». —
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