29 Marzo 2018

Risparmiatori, altri costi in arrivo ma sulle parcelle degli avvocati è caos

L’ ASSISTENZA MESTRE C’ è la semplice iscrizione all’ associazione o il versamento di una quota parte per l’ inserimento al passivo e le domande al fondo a partire da 200 euro, ma anche avvocati che chiedono tra il 5 e il 15% di quanto incasserà il risparmiatore dalle future cause. Il trasferimento del processo sul crac di Veneto Banca da Roma a Treviso rischia di essere anche un nuovo salasso per gli oltre 4mila risparmiatori che si erano costituiti già parti civili nelle udienze preliminari nella Capitale e vogliono rimanere nel nuovo processo. E c’ è anche da inserirsi nel passivo della liquidazione: il 23 aprile scadono i termini. «Sui costi la situazione è molto variegata: ci sono alcune associazioni che per l’ inserimento come parte civile non hanno chiesto nessun supplemento, nel nostro caso invece può arrivare a 300 euro senza oneri accessori e con regolare emissione di fattura – avverte Franco Conte, presidente Codacons-Anla del Veneto -. Per l’ assistenza legale all’ insinuazione al passivo delle liquidazioni delle due ex Popolari c’ è chi chiede la semplice iscrizione (dai 35 ai 50 euro a seconda dell’ associazione). Noi, che in contemporanea curiamo anche l’ iscrizione al fondo di ristoro nazionale, chiediamo dai 200 ai 500 euro per le cifre più alte senza rimborsi spese. Invitiamo tutti i risparmiatori a farsi dare un preventivo per evitare sorprese amare». E le percentuali sulle somme incassate dalle transazioni? «C’ è chi ha chiesto il 15% anche sulla transazione decisa dalla banca direttamente con l’ interessato, è immorale – attacca Conte -. Tocca poi all’ ordine degli avvocati decidere se è lecito o no». MOSCHINI: COSTI CONTENUTI «Bisogna cercare di venire incontro il più possibile ai risparmiatori che hanno già subito dei costi – spiega Fulvio Cavallari della Adusbef Veneto – altrimenti il carico rischia di essere eccessivo. Per Popolare Vicenza abbiamo cercato di applicare tariffe minimali, ma sotto i 300 euro non si può andare. E ci sono precise tariffe dell’ ordine degli avvocati, per esempio per un’ insinuazione al passivo sono mille euro per chi vanta un danno da 50mila. Ha ragione il professor Bettiol: è una partita lunga, rischiosa, complicata e le persone vanno avvisate». «Per quanto riguarda gli atti di costituzione di parte civile che andranno nuovamente predisposti e depositati presso i tribunali di Treviso (Veneto Banca) e Vicenza (Popolare Vicenza), si procederà, come sempre fatto sino ad ora, tenendo ben presente la condizione di difficoltà economica in cui si trovano molti risparmiatori traditi – avverte l’ avvocato Matteo Moschini -. Saranno quindi eventualmente richieste somme contenute e a titolo di copertura delle spese. Deporremo le armi solo quando la politica si comporterà in modo responsabile e consentirà ai risparmiatori traditi di ottenere un risarcimento». Conclusione col monito di don Torta, il parroco di Dese (Venezia) in prima linea nella tutela dei risparmiatori traditi delle banche venete: «Lo Stato al momento opportuno non è intervenuto, a causa delle collusioni ai livelli politici, economici e di difesa della legge. Adesso viene fuori che siamo tre anni in ritardo. Non si possono lasciare le famiglie in mezzo alla disperazione. Non accetteremo la prescrizione: io sono un povero prete e non mi intendo di leggi, ma se dovessero prescriversi i reati a causa di questo ritardo, sarebbe inevitabile una rivoluzione». Maurizio Crema © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

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