14 Febbraio 2019

Risparmiatori al ministero ma il fondo rischia il rinvio

indennizzi, oggi l’ incontro della “cabina di regia” con il sottosegretario villarosa nella scrittura dei decreti gli scogli del rimborso diretto e della platea di beneficiari
Nicola Brillopadova. Alcuni nodi sono ancora da sciogliere: platea da risarcire e arbitrato. Riprende la macchina governativa per scrivere i decreti attuativi del Fondo Indennizzi Risparmiatori truffati dalle due ex popolari venete. Oggi al ministero dell’ Economia e della Finanze sono attesi i rappresentanti delle 20 associazioni di risparmiatori che hanno creato la “cabina di Regia” per “aiutare” il governo nella scrittura della norma prima, ed oggi dei decreti attuativi. Ad attenderli troveranno il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa (M5S) e i tecnici del ministero. «Chiediamo continuità e coerenza con quello che è stato detto dai due vicepremier sabato a Vicenza e con la volontà del governo di risarcire risparmiatori senza bisogno di adire altre complicazioni o passaggi giudiziali – spiega Luigi Ugone, portavoce dell’ associazione “Noi che credevamo nella Bpvi” in partenza per Roma -. Secondo quanto ho letto l’ Europa non ha detto nulla contro il Fondo indennizzi, ha fatto delle domande per capire meglio la norma, ma non è contraria al momento. La legge non è infatti contraria alle normativa europea e non si tratta di un aiuto di studio. Ricordo a tutti quelli che criticano la norma, che la Germania ha salvato la scorsa settimana una banca con soldi pubblici: nessuno ha eccepito nulla». «Fa male come risparmiatore e cittadino vedere alcune associazioni che continuano a criticare la norma, i processi ci stanno invece dicendo che c’ è stata una truffa ai danni dei risparmiatori – ha aggiunto Ugone -: devono vergognarsi».Intanto ieri il Sole 24 Ore segnalava alcune difficoltà sui tempi del via libera al primo decreto attuativo del fondo risparmiatori da 1,5 miliardi. Le obiezioni arrivate dalla commissione Ue, non ancora rese pubbliche, riguarderebbero tra le altre cose la platea degli indennizzati e necessità di un passaggio giudiziale o arbitrale. «Nelle riunioni di questi giorni al ministero dell’ Economia è stato sottolineato il fatto che il rischio di procedura d’ infrazione, con tanto di obbligo di recuperare i rimborsi riconosciuti illegittimamente, espone a responsabilità erariali in grado di bloccare sia l’ iter dei provvedimenti attuativi sia l’ attività della commissione tecnica che dovrebbe vagliare le domande», scrive Il Sole 24 Ore. Si lavora dunque alle bozze di decreto per andare incontro alle indicazioni Ue, escludendo a priori dai rimborsi clienti professionali e investitori qualificati e affidando alla commissione il compito di valutare la presenza di violazioni massive del Testo unico della finanza. Anche se resta il tema del rimborso diretto, perchè quello sarebbe a rischio procedura di infrazione. «Se c’ era una qualche idea su come scrivere i decreti attuativi, sarebbe stata presentata sabato a Vicenza da Di Maio e Salvini e invece stiamo ancora attendendo – commenta Franco Conte, presidente veneto Codacons, tra i componenti della “cabina di regia”, oggi a Roma -. Comunque è inutile aspettare ulteriormente, facciamolo subito con gli indennizzi del 30% come preferisce il governo, ma dal giorno dopo bisogna lavorare all’ altro 70%: bisogna risarcire tutto ai risparmiatori truffati». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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