Risparmi per le famiglie di 104 euro Rienzi (Codacons): vigilare affinché i minori costi dell’energia si traducano in un calo dell’indice dei prezzi
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fonte:
- Corriere della Sera
MILANO Petrolio in calo non significa soltanto pagare un po’ meno il pieno per la nostra auto. La discesa del prezzo del barile (passato dal massimo di 150 dollari della scorsa estate ai 44 dollari di venerdì scorso) è destinata a portare una ulteriore boccata di ossigeno nei bilanci delle famiglie italiane. Le tariffe dell’elettricità e del metano, legate all’andamento del costo dell’energia, hanno infatti già incominciato a inglobare il ribasso. E, secondo le stime di Nomisma Energia, in misura notevole: l’8,1% in meno per il metano, il 3,1% in meno per l’elettricità. Se queste cifre saranno confermate dall’Authority per l’Energia, a partire dal prossimo aprile i risparmi si riverseranno sulle bollette, determinando una riduzione di spesa, in ragione d’anno, di circa 104 euro per famiglia. Che andrebbe ad aggiungersi ai 36 euro già scattati lo scorso primo gennaio. Un taglio certamente significativo, che arriva però dopo ben cinque trimestri consecutivi di aumenti. Nel solo 2008, per esempio, le bollette di luce e gas sono cresciute in tutto di 239 euro. Non solo: c’è già chi, come il presidente del Codacons Carlo Rienzi, ipotizza un impatto minimo sull’inflazione in Italia. Questo perché, secondo il rappresentante dell’associazione di consumatori, c’è il rischio che «commercianti e intermediari anziché abbassare i prezzi si mettano in tasca la differenza ». Sono necessari, insomma, controlli accurati da parte delle autorità, affinché i minori costi dell’energia si traducano in un calo effettivo e generalizzato dell’intera filiera dei prezzi. Le preoccupazioni dei consumatori vanno insomma oltre il problema delle bollette, per estendersi ai prezzi di tutti i prodotti di consumo che hanno in sè una componente legata all’andamento delle materie prime. Il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti ritorna per esempio sul prezzo della pasta, ricordando che il grano sui mercati internazionali è sceso nell’ultimo anno in misura significativa. «Il caro pasta — ha dichiarato — è costato in media tra i 50 e i 140 euro in più all’anno per ogni famiglia». E la mega-multa dell’Antitrust a 26 aziende italiane del settore (12,5 milioni di euro complessivamente) non fermerà «le azioni di denuncia e le battaglie legali sia individuali sia collettive» nei confronti dei produttori. Questi ultimi respingono le accuse. «Non si è mai configurato alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori», ha ribadito l’Unione degli industriali della pasta. E lo stesso hanno fatto i destinatari della sanzione decisa dall’Authority guidata da Antonio Catricalà. «Ma quali speculazioni. Piuttosto sono in gioco — ha osservato da parte sua Guido Barilla, presidente dell’omonima azienda, in una dichiarazione di qualche giorno fa al Corriere della Sera — condizioni minime di sopravvivenza di un intero comparto».
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