14 Gennaio 2012

Risparmi delle famiglie sempre più "all’ osso": in 3 mesi giù di 105 euro

Risparmi delle famiglie sempre più "all’ osso": in 3 mesi giù di 105 euro

Roma «Le famiglie hanno perso 105 euro in soli tre mesi». A sottolinearlo è il Codacons commentando i dati resi noti ieri dall’ Istat che nel terzo trimestre del 2011 rilevando un reddito disponibile delle famiglie in aumento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, ma, nello stesso periodo di riferimento, un potere d’ acquisto in calo dello 0,3%. Questo, sottolinea l’ associazione dei consumatori, «tradotto in cifre, significa una perdita equivalente a 105 euro in soli 3 mesi per una famiglia di 3 persone ed una stangata pari a 112 euro per una di 4 componenti. È come se avessero pagato una tassa invisibile da 105 euro, da aggiungersi ovviamente alle tasse vere che sono state effettivamente introdotte dalle 5 manovre del 2011».Per il Codacons «é questo il problema degli italiani e dell’ Italia. Dal gennaio 2002, anno in cui è arrivato l’ euro, al gennaio 2012, ossia in 10 anni, grazie al raddoppio dei prezzi ma non certo degli stipendi, le famiglie italiane hanno avuto una perdita del potere d’ acquisto del 39,7%, quantificabile in 10.850 euro per una famiglia di 4 persone».Ecco perché, rileva il Codacons, «il governo Monti, che ha pensato bene di bloccare l’ indicizzazione delle pensioni e contemporaneamente infiammare i prezzi rialzando accise ed Iva, dovrebbe ora affrontare il problema prioritario che impedisce all’ Italia di competere con Germania e Francia: il fatto che i consumatori e le imprese italiane hanno i conti correnti, i mutui, le assicurazioni, la benzina, i farmaci e le bollette di luce, gas e telefono più cari d’ Europa». Per questo il Codacons «insiste nel chiedere a Monti di porre la fiducia sul provvedimento relativo alle liberalizzazioni ed insiste nel chiedere che la concorrenza sia introdotta in primo luogo in questi settori strategici». Sul tema è intervenuto anche il sindacato. «Quanti altri dati ci vorranno prima di intervenire concretamente a tutela delle famiglie italiane?». Lo chiede il segretario confederale dell’ Ugl, Marina Porro, commentando i risultati dell’ indagine Istat su reddito e risparmio delle famiglie nel terzo trimestre del 2011, che conferma «quanto diciamo da tempo: la condizione dei nuclei familiari nel nostro Paese peggiora, la loro capacità di consumi si erode in continuazione e stanno dando fondo anche agli ultimi risparmi rimasti».

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