Risparmi col gruppo d’acquisto solidale ma soprattutto attenzione alla qualità
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fonte:
- Il Gazzettino
Ogni famiglia italiana nel quinquennio 2003-2008, ha speso oltre 9.000 euro in più a causa del rincaro dei prezzi: lo rileva l’associazione dei consumatori Codacons, commentando i dati dell’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico. Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «ciò che preoccupa non è tanto la diversità dei listini nelle varie zone d’Italia, ma la maggior spesa cui le famiglie italiane sono state costrette a causa dei rincari in ogni settore registrati dall’introduzione dell’euro a oggi». L’associazione punta il dito contro «l’immobilismo dei governi che si sono succeduti senza adottare efficaci misure tese a contenere i rialzi dei prezzi».
Fra gli interventi che il Codacons chiede ci sono: il rafforzamento di "Mister Prezzi" il cosiddetto Garante per la sorveglainza della spesa che da febbraio monitora il costo della vita; la creazione di un dipartimento ad hoc per i consumatori con poteri sanzionatori; la liberalizzazione dei saldi tutto l’anno; la definizione di aumenti di prezzo «anomali» per renderli perseguibili; l’indicazione sui prodotti dell’ortofrutta di tre diversi prezzi: all’origine, all’ingrosso e al dettaglio; più controlli nei negozi; il potenziamento delle autorità esistenti (Antitrust, Agcom e appunto Mr Prezzi): «Queste misure – conclude l’Adiconsum – determinerebbero risparmi per 1.000 euro annui a famiglia».
Ma c’è anche un sistema più "familiare" di risparmiare ed è quello messo in pratica dai Gruppi di acquisto solidale (i "G.a.s.") che sono nati molti anni fa nelle zone di confine per andare all’estero ad acquistare la merce più a buon mercato (in particolare nell’ex Jugoslavia e poi in Slovenia per carne, funghi, sigarette, ecc.). Ora in Veneto i Gas si stanno specializzando e ce ne sono una cinquantina equo-solidali che coinvolgono a vario titolo almeno cinquemila famiglie. Al loro interno si gemellano per particolari acquisti così come hanno fatto da tempo il "Riviera del Brenta" (www.gasrivieradelbrenta.org) e il VenezianoGas che opera nel centro storico del capoluogo. Sette sono i gas attivi nella provincia di Venezia secondo i dati della loro Rete nazionale di collegamento, 6 in quella di Treviso, 8 nel Padovano, 11 a Vicenza, 13 Verona (la provincia più "solidale"), uno ciascuno in Polesine (a taglio di Po) e nel Bellunese (a Tai di Cadore).
«Abbiamo iniziato con pochi prodotti nove anni fa, ma via via siamo riusciti a comporre una lista abbastanza completa – spiega Stefano Baldan del Gas di Mira – c’è un responsabile per ogni prodotto (pasta, pane, farine, miele, olio, passate, formaggi, succhi di frutta, detersivi, caffè, zucchero, tè, cacao, pentole, ecc.). Prima di inserire un prodotto nella lista ne discutiamo all’interno del gruppo che si riunisce mensilmente in occasione delle distribuzioni dei prodotti».
Il gruppo della Riviera del Brenta non ha notato aumenti di recente anche perchè si serve da piccoli produttori locali ponendo particolare attenzione al fatto che i prodotti abbiano la certificazione biologica, che siano il più possibile della zona, ovvero i cosiddetti "chilometri zero", favorendo i piccoli produttori e verificando che nel processo di produzione siano rispettati l’ambiente e la qualità del lavoro. «A questo scopo – conclude Baldan – alcuni di noi si recano periodicamente dai produttori oppure organizzano una serata per assaggi mirati. Ultimamente abbiamo notato aumenti per la pasta, ma gli altri prodotti restano sostanzialmente stabili come prezzi. Più che al risparmio puntiamo alla garanzia di genuinità degli alimenti. Siamo poi collegati ai Ctm, Consorzi Terzo mondo, per i prodotti etnici che ovviamente ci assicuriamo provengano da coltivazioni del mercato equo e solidale».
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