18 Novembre 2008

Risorse col contagocce per le piogge di maggio Alluvione ’94: “I contributi versati non erano dovuti”

CASALE MONFERRATO «Ci affianchiamo alla Regione nel denunciare i tagli effettuati dal Governo nella Finanziaria a danno della Protezione civile, e non solo. Fra essi erano compresi anche i fondi destinati a chi era stato colpito dall’alluvione di maggio scorso, che, nel Casalese, aveva causato danni soprattutto in strada vecchia Pozzo di S. Evasio, in tutta la zona dietro l’ospedale e a San Giorgio». È la presa di posizine dell’assessore ai Lavori pubblici Gianni crisafulli. La presidente della Regione, Mercedes Bresso, parla di 22,5 milioni di euro in tutto arrivati dalla Stato, quando i danni registrati per quell’evento in Piemonte sfiorano i 570 milioni. Ma ancora non sono stati del tutti risolti i problemi riguardanti le passate alluvioni. In particolare, le ditte colpite dalla piena del 1994 che nel ’95/’96/’97 avessero versato contributi per i propri dipendenti potrebbero chiederne il rimborso perchè una recente sentenza di Corte d’appello ha stabilito che quei contributi non andavano versati. Si tratta di cifre che variano da poche decine di euro in caso di ditte individuali a centinaia di migliaia di euro quando invece si trattava di aziende di una certa consistenza, con molti dipendenti.  Lo annuncia l’avvocato Paolo Antonio Missineo, responsabile provinciale del Codacons cui diversi cittadini si erano rivolti per lamentare l’ingiustizia di dovere sborsare cifre spesso elevate quando l’attività era stata gravemente danneggiata dall’alluvione, o addirittura era stata interrotta. L’associazione si mette dunque a disposizione dei singoli per esaminare le pratiche e valutare se avanzare richiesta di rimborso, ma Missineo consiglia comunque di rivolgersi ai propri legali di fiducia per fare valere i propri diritti, aggiungendo di non attendere oltre per evitare la prescrizione che potrebbe già scattare dal 15 gennaio prossimo. Le cause in Italia possono solo essere singole, perchè non esiste ancora la «class action». Ad Alessandria vari imprenditori che, tramite l’Associazione Promotori diritti per le imprese alluvionate del Piemonte, novembre ’94 (costituita da Graziella Languzzi Zaccone, Elide e Gianni Gandini) avevano portato avanti la richiesta di rimborso, finora hanno avuto sentenze favorevoli dai tribunali e qualcuno di loro sta attendendo il pronunciamento della Corte di Cassazione. La richiesta di rimborsi riguardava almeno il 90% di quanto a suo tempo versato, anche in questo caso centinaia di migliaia di euro.
 

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