Rischio pignoramenti per i clienti Aiazzone
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fonte:
- Il Messaggero
Qualcuno ha versato 2mila euro di caparra senza avere traccia della camera ordinata; qualcun altro è rassegnato a non rivedere i 1400 euro anticipati per la cucina. Sono alcune storie, sbarcate sul web e alle asso-consumatori, di chi ha "provato per credere": il caso-Aiazzone fa "vittime" anche in Abruzzo. Il Codacons prepara una ricetta per evitare almeno la beffa di dover continuare a pagare le rate per mobili mai arrivati, pena l’ iscrizione nel registro cattivi pagatori ed eventuali azioni esecutive. Sono comuni a quelle già finite sotto i riflettori nazionali le storie di decine di clienti abruzzesi di Aiazzone che a Sambuceto ha acceso l’ insegna un anno fa. Sul caso la Procura di Torino ha già aperto un fascicolo. «I casi sono centinaia – premette Vittorio Ruggieri, responsabile provinciale Codacons -; una decina di consumatori si è già rivolta a noi: qualcuno ha contratto finanziamenti di 5-6mila euro, altri per un migliaio di euro, per mobili o interi arredi; hanno versato caparre consistenti, in un caso oltre 2mila euro. I mobili non sono arrivati». Così come segnalato da migliaia di famiglie nel Belpaese, che avevano ordinato mobili del brand rilanciato nel 2010 dalla B&S Borsano-Semeraro. «Al danno si è aggiunta la beffa – racconta Ruggieri -: dopo aver acquistato i mobili e versato le caparre, si sono visti intimare dalle finanziarie il pagamento delle rate, per non incorrere nell’ iscrizione alla Crif, dove vanno a finire i cattivi pagatori». Difficile, per ora, riottenere le caparre, ma una boccata d’ ossigeno è possibile. Ruggieri: «Lo sportello di Francavilla ha diffidato le finanziarie dall’ intraprendere azioni esecutive dovendosi ritenere risolti i contratti». Il salvagente arriverebbe dal decreto legislativo 141/2010. «In caso di inadempimento da parte del fornitore, il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto di credito se non riceve i beni. La risoluzione comporta l’ obbligo della finanziaria di rimborsare al consumatore le rate già pagate». Come dire: se non arrivano i mobili si può chiedere la risoluzione del contratto di compravendita; a caduta quello con la finanziaria. Qualche volta è finita bene. «Un mese fa siamo riusciti ancora a far consegnare i mobili», racconta Ruggieri. «Dopo diffida stragiudiziale – dice Domenico Pettinari, Codici- a dicembre sono sttai consegnati i mobili a un cliente che aveva anticipato 3mila euro e è stato riconosciuto un indennizzo da 700 euro». Telefoni a vuoto, inutili i tentativi di contattare l’ azienda. Mentre nel megastore di Sambuceto le luci sono spente. L’ amministrazione comunale di San Giovanni Teatino ha avviato la pratica per il ritiro della licenza. «Ma ci sono difficoltà a raggiungere l’ azienda», riferisce l’ assessore al commercio Roberto Ferraioli. R.Fran.
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