17 Gennaio 2018

«Rischiò la morte perché medico le iniettò farmaco controindicato»

Una denuncia, per una vicenda avvenuta al Pronto soccorso del presidio ospedaliero “S. Marta e S. Venera” di Acireale, è stata presentata da una donna alla Procura della Repubblica attraverso l’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ Ufficio legale regionale del Codacons. Nell’ esposto, finito sul tavolo del procuratore della Repubblica, si ipotizza il reato di lesioni personali colpose in ambito sanitario.I fatti risalgono ad alcuni mesi or sono, allorquando una donna si reca al Pronto soccorso del presidio ospedaliero “S. Marta e S. Venera” di Acireale a causa di un forte dolore toracico e fitte dovute a una bronchite. La signora riferisce di essere stata già operata per meningioma, con ricostruzione della teca cranica e conseguente terapia stereotassica. Dopo gli esami di rito, il medico di turno pratica alla paziente una fiala di Contramal, farmaco controindicato nei soggetti operati per meningioma. Non a caso, dice il Codacons, «appena finita la flebo la donna inizia ad accusare una sudorazione profusa, forti tremori al corpo, nausea e vomito. E, nonostante ciò, la paziente viene inspiegabilmente dimessa dall’ ospedale con una prognosi di sette giorni».«Giunta a casa – prosegue il Codacons – la signora inizia ad avvertire capogiri e tremori. Si manifestano, quindi, una improvvisa perdita della percezione spaziale e dell’ equilibrio, un’ impossibilità alla deglutizione e rialzi pressori. L’ indomani aumentano i tremori e la donna non riesce nemmeno a mantenersi in piedi. Pertanto, viene accompagnata di corsa, nuovamente all’ Ospedale di Acireale, dove al triage si rendono subito conto della grave negligenza commessa il giorno prima nell’ aver somministrato il Contramal. La donna è quindi costretta ad iniziare una terapia reidratante con fisiologica ed elettrolitica. In cartella clinica, tuttavia, non vi è inspiegabilmente traccia di alcuna misurazione pressoria e, nonostante i valori fossero al di sopra di 160/95 mmHg, la signora viene dimessa senza terapia e rimandata al medico curante». Ancora oggi – sottolinea il Codacons – la donna è costretta a seguire una terapia ed a convivere con diversi fastidi: avverte, infatti, improvvise perdite di percezione spaziale e dell’ equilibrio, rialzi pressori, accusa tremori e dei mancamenti che non le consentono di svolgere le normali attività quotidiane. Inoltre, viene ancora ribadito, «la signora ha concretamente rischiato di perdere la vita». In merito alla vicenda, la Direzione generale dell’ Asp ha emesso una nota in cui spiega di avere «immediatamente attivato le necessarie procedure di verifica per appurare l’ accaduto. Al contempo è stata attivata la procedura di valutazione del sinistro con il Cavs (Comitato aziendale valutazione sinistri) a maggiore tutela del paziente».

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