Rischio caos sulle strisce blu
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
La sentenza del Tar Lazio per Roma alimenta le proteste in tutta Italia
Roma nel caos, associazioni dei consumatori sul piede di guerra, amministrazioni di città grandi e piccole in crisi di disorientamento. La sentenza del Tar Lazio che in settimana ha cancellato la delibera capitolina 104/ 2004 sui parcheggi blu in zona Ostiense (si veda “Il Sole 24 Ore“ di ieri) sta provocando un effetto domino da Nord a Sud della penisola. Da Torino a Potenza le opposizioni chiedono di smantellare il sistema di gabelle municipali sulla sosta, mentre il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, annuncia per mercoledì una nuova delibera per i parcheggi a pagamento “meno vessatoria per i cittadini “, su cui incombe peraltro la minaccia di ricorsi per il pregresso e anche la rabbia dei residenti che avevano affittato i posti in zona blu, ora liberalizzati. Una buriana che invece lascia del tutto tranquillo il Comune di Milano, dove la sentenza del Tar lazio è destinata a non provocare smottamenti. “L`istituzione delle aree di sosta regolamentata qui è stata fatta nell`assoluto rispetto del Codice della strada – dichiara l`assessore alla Mobilità, Edoardo Croci- e davvero non c`è nulla da modificare. Non solo. Il recente ampliamento delle zone blu lungo gli assi delle linee metropolitane è stata un`idea bipartisan, pensata per garantire la sosta ai residenti dopo un attento studio sulla mobilità. Obiettivo tra l`altro pienamente centrato“. Secondo l`assesore Croci “i fatti di Roma appartengono alla cronaca locale, meglio non confondere i cittadini con false aspettative. A Milano non cambierà nulla, comunque di certo non nella direzione della soppressione dei posti a pagamento“. Intanto a Roma montano le proteste dentro e fuori i palazzi della politica. Dino Gasperini, capogruppo Udc in Consiglio comunale, sostiene che “il Comune deve restituire i soldi delle schede prepagate non più utilizzabili; in centro per garantire i residenti bisogna restituire immediatamente i parcheggi riservati, già previsti nella delibera che identificò le zone di particolare rilevanza urbanistica e che ci sono stati fino alla scellerata delibera sulla tariffazione della sosta“. Luca Romagnoli, presidente di Fiamma tricolore, invoca un condono tombale per tutte le multe inflitte per divieto di sosta. Non bastasse, le associazioni di consumatori stanno mettendo a punto migliaia di ricorsi ai giudici di pace “basati sulle stesse motivazioni del Tar del Lazio “, argomenta il Codacons, che fa sapere di avere anche inviato una richiesta al ministro degli Interni e ai prefetti “affinché, avvalendosi dei poteri di direttiva, annullino d`ufficio le delibere comunali che istituiscono zone di parcheggi a pagamento in tutta la città senza assicurare aree di parcheggi“. A Torino il presidente provinciale di An, Agostino Ghiglia, chiede “che venga sospeso l`obbligo di pagamento del ticket per la sosta auto e delle relative multe per evitare richieste di rimborsi e ricorsi almeno nelle aree di recente estensione, fino a quando non si sarà fatta chiarezza e non verranno modificate le delibere nel rispetto dei principi sanciti dalla Suprema Corte“. Il presidente dell`Adoc-consumatori, Canio D`Andrea, invita il comune di Potenza a ridisegnare la ripartizione tra zone a parcheggio libero e a pagamento. Che la sentenza del Tar Lazio possa diventare una mina a orologeria, comunque, lo si intuisce dai dati del Centro studi Filippo Caracciolo (Aci). I Comuni capoluogo di provincia nel 2006 hanno incassato 187 milioni per infrazioni alla sosta (circa il 29% del totale delle multe), che però salgono di altri 389 milioni (59,9 per cento) se calcolate anche le contravvenzioni in area Ztl, generalmente regno delle strisce blu. La liberalizzazione dei posti rischierebbe di travolgere molti bilanci. MILANO AL RIPARO L`assessore alla mobilità: le decisioni del Comune sulla regolazione della sosta sono legittime e hanno consenso bipartisan.
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