Rischia di dover ripartire da zero il processo per la strage di Viareggio
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fonte:
- la Repubblica
IL PROCESSO per la strage ferroviaria di Viareggio rischia di dover ripartire da zero. Oppure di avanzare come una nave che porti una bomba nella stiva, secondo l’ efficace immagine dell’ avvocato di parte civile Graziano Maffei. Il primo a lanciare il siluro (per restare in ambito bellico) è stato un principe del foro, il professor Ennio Amodio, che difende uno dei 33 imputati (fra cui l’ ad delle Ferrovie Mauro Moretti). E’ accaduto ieri, terza udienza del processoper il disastro del 29 giugno 2009, costato la vita a 32 persone. Il tribunale, composto dai giudici Gerardo Boragine, Nidia Genovese e Valeria Marino, tutti provenienti dalla sede distaccata di Viareggio soppressa il 13 settembre, aveva appena respinto quasi tutte le richieste di esclusione delle parti civili, ammettendo la Regione Toscana, la Provincia di Lucca, il Comune di Viareggio, i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, il Codacons, Medicina Democratica, la Croce Verde,Cittadinanza Attiva, la Associazione Matteo Valenti, l’ Inail, oltre a quasi tutti i familiari, stretti o meno stretti, delle vittime. Subito dopo il professor Amodio, seguito dall’ avvocato Anna Francini, ha posto il problemadella assegnazione del processo ai tre giudici provenienti dalla sede distaccata di Viareggio: «Non si dubita affatto della imparzialità del collegio, ma è interesse primario di tutti la trasparenza nelle procedure di assegnazione. Il processo non solo deve essere giusto ma deve anche apparire tale e qui è in ballo il principio costituzionale del giudice naturale. Chiediamo come mai non ci sia un decreto di assegnazione e perché il presidente della sezione penale Valentino Pezzuti ci abbia risposto in modo incongruo sulle regole applicate. Perciò chiediamo al tribunale di dichiarare la nullità assoluta della assegnazione». Poi i toni si sono alzati e alcuni avvocati hanno parlato di “collegio ad hoc istituito forse per il timore di attirare contro di sé il grido delle folle” e addirittura di “tribunale speciale”: così l’ avvocato Cesare Piazza, che si è scagliato contro i familiari delle vittime, in realtà molto rispettosi, prospettando addirittura lo spostamento del processo in altra sede. Il pm Salvatore Giannino ha risposto a tono: «Sappia, giudice, che i difensori hanno raccolto informazioni su di lei, anche sulle sue partite a calcetto». In ogni caso gli avvocati di parte civile hanno chiesto di vedere gli atti, in particolare il decreto di assegnazione, proprio per non avere «una bomba nella stiva», anche se, su richiesta del tribunale, hanno comunque chiesto il rigetto dell’ istanza di nullità. Daniela Rombi, della Associazione “Il mondo che vorrei”, ha spiegato: «Anche noi vogliamo stare tranquilli, non sopportiamo ombre». Il tribunalesi pronuncerà l’ 8 gennaio.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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