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21 Settembre 2018

«Rischi per la salute» Petizione per fermare le nuove antenne 5G

al sindaco una lettera firmata da medici, farmacisti e biologi salentini
Antenne anche sulle scuole e rischi per la salute legati all’ implementazione della tecnologia 5G, ovvero la quinta generazione della telecomunicazione. In una lettera indirizzata al sindaco di Lecce Carlo Salvemini, Lecce più di cinquanta tra medici, farmacisti, biologi e rappresentanti di associazioni del territorio lanciano l’ allarme e mettono in guardia Palazzo Carafa. E chiedono quindi all’ amministrazione di bloccare «l’ installazione della rete 5G finché non saranno effettuati studi attendibili ed indipendenti sull’ impatto sanitario e ambientale». L’ istanza si inserisce nel solco della moratoria internazionale, firmata da 180 ricercatori di 37 Paesi, che punta allo stop di una rete che prevede anche l’ impiego di onde millimetriche mai utilizzate finora su larga scala. Una tecnologia che funziona solo su brevi distanze, attraversando con difficoltà i materiali solidi. E che quindi avrà bisogno di una capillare diffusione di antenne: una per ogni edificio. Tra le righe dell’ appello ci sono anche i numeri che fotografano l’ attuale situazione e gli eventuali scenari che riguardano la città di Lecce dove «nel corso del 2017 sono stati installati 49 nuovi impianti operanti alla frequenza di 5GHz sui tetti degli istituti scolastici, ad eccezione del comprensivo Alighieri-Diaz, facendo aumentare il numero degli hot spot da 25 a 74». Ma non solo. Un recente accordo con la compagnia telefonica Fastweb, firmato dall’ amministrazione, prevede l’ installazione di 350 nuovi hot spot: «E ciò decuplicherebbe nel giro di pochissimo tempo il numero di antenne presenti in città, con ulteriore incremento peggiorativo dell’ inquinamento elettromagnetico», denunciano i firmatari. Intanto, sulla scia di questo appello è sceso in campo il Codacons di Lecce che ha inviato una nota al comune, all’ Asl e alla Regione per chiedere conto «di nuove installazioni di antenne sul territorio comunale e, in particolare, di impianti collocati lungo via Trinchese, intorno alla scuola elementare Cesare Battisti e all’ istituto Tecnico Costa-Galilei». Nell’ istanza, firmata dall’ avvocato Cristian Marchello, responsabile cittadino dell’ associazione di tutela dei consumatori, si invoca «un pronto e tempestivo intervento di rimozione» delle antenne presenti nelle vicinanze delle scuole e degli edifici frequentati da giovani e bambini. Il Codacons riprende poi l’ allarme lanciato da alcuni scienziati: «Autorevoli studi scientifici – sottolinea Marchello – hanno dimostrato la stretta correlazione tra le onde elettromagnetiche e l’ insorgere di patologie anche di natura tumorale. E l’ elettrosmog, in vista dell’ avvio della rete 5G, subirà un notevole aumento». Ecco perché «l’ amministrazione, in applicazione del generale principio di precauzione, dovrebbe prevedere uno sviluppo tecnologico» che tuteli la salute pubblica, in particolare quella dei minori. Il Codacons chiede quindi «una diversa, più organica e soprattutto distante collocazione di tali apparati dalle scuole e da luoghi di ritrovo di bambini e minori», ma anche un adeguato «piano regolatore degli impianti per minimizzare l’ impatto inquinante». «I dati scientifici dell’ Agenzia europea per l’ Ambiente – evidenziano anche i firmatari dell’ appello inviato a Salvemini – non lasciano dubbi: i campi elettromagnetici a radiofrequenza determinano effetti, a livelli peraltro di gran lunga inferiori ai limiti di legge, che includono un aumentato rischio di cancro, danni genetici e del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e cambiamenti ormonali». Intanto, domani mattina la questione sarà affrontata in un convegno che si terrà alle 9.30 a Nardò, presso il Chiostro dei Carmelitani: Elettrosensibilità e tutela della salute dalla tecnologia wireless è il tema del confronto tra esperti organizzato dall’ associazione Andare Oltre in collaborazione con la Società italiana di medici pediatri Simpe-Puglia.
matteo caione

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