2 Febbraio 2010

“Rischi interessi sui nuovi accordi Meglio pagare”

roma Alla partenza della moratoria sui mutui per le famiglie in difficoltà, l’Adusbef (l’associazione dei consumatori che non ha sottoscritto l’accordo con l’Abi) «invita ancora una volta i debitori a tirare la cinghia e ove possibile pagare le rate, per non cadere in una tagliola favorevole agli esclusivi interessi di banche e banchieri».
Il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, «invita i mutuatari a non lasciarsi incantare dalle sirene bancarie, da una moratoria molto onerosa, che invece di congelare i tassi di interesse fino alla scadenza dei mutui, impone ulteriori oneri a carico dei cittadini da 1.904 euro fino a 9.044 euro per mutuatari che hanno contratto prestiti bancari per acquistare la prima casa per un controvalore di 150.000 euro». Secondo Lannutti, «interrompendo il pagamento di alcune rate per accodarle a fine mutuo, l’entità degli interessi richiesti dalle banche per la moratoria capestro dell’Abi, cresceranno in funzione del tempo di vita residua del mutuo: più è lontana la conclusione dei pagamenti, più interessi maturerà la rata spostata alla fine».
Intanto, la moratoria sui mutui, che scatta oggi, ha «limiti molto ristrettivi», così risulta «sballata» la stima sul numero di famiglie interessate, «che non solo non saranno le 530 mila già in difficoltà con il pagamento delle rate, ma nemmeno le 130 mila stimate». È quanto sostiene il Codacons.
L’associazione a tutela del consumatore non ha, infatti, firmato l’accordo promosso dall’Abi, visto che non sono state accolte alcune sue proposte, come l’estensione della sospensione fino a 18 mesi, l’obbligatorietà dell’intesa per le banche e l’allargamento a tutti coloro in grado di dimostrare l’impossibilità di pagare le rate.
Il Codacons, infine, consiglia ai consumatori di «aderire solo se in grave difficoltà con il pagamento e se si ritiene che si tratti di difficoltà temporanee». Per l’associazione, questa moratoria è «una ciambella di salvataggio che, però, ha un suo costo che deve essere concretamente verificato dal consumatore». In particolare, «va accertata la modalità di restituzione degli interessi non pagati, ossia la durata dei pagamenti, lasciata purtroppo alla discrezionalità di ogni singola banca». Inoltre, aggiunge, «considerando l’andamento dei tassi di interesse, non ha senso allungare il debito per pagare dopo tassi presumibilmente più alti».

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