16 Maggio 2007

Risarcito con 200mila euro per essere stato “mobizzato“

Un giovane ricercatore dell` Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Giulio Bigotti, dovrà essere risarcito con 200mila euro per essere stato “mobizzato“ sul posto di lavoro impedendogli ogni possibilità di sviluppo della sua carriera universitaria. Lo ha reso noto il Codacons, i cui avvocati hanno sostenuto in giudizio il giovane ricercatore romano che “aveva ingaggiato – si legge in un documento diffuso dall`associazione per i diritti del cittadino – una dura battaglia a tutela dei malati, denunciando decine di errori diagnostici che si sarebbero verificati nelle analisi istologiche sui tumori. “L`università, anzichè premiarlo per il suo coraggio, lo punì relegandolo nella sala autopsie come un monatto e negandogli così ogni possibilità di ricerca e sviluppo di carriera“. I giudici della Corte d`Appello di Roma, nella loro sentenza, dopo avere esaminato le deposizioni che erano state raccolte nella fase istruttoria del processo, hanno preso atto “che Bigotti è stato vittima di una sorta di mobbing e di una illegittima emarginazione sul posto di lavoro. Ciò detto, non sembra dubitabile che l`operato degli organi accademici abbia cagionato danni ingiusti alla controparte“. La corte d`Appello, esprime inoltre il convincimento che “l`emarginazione professionale di Bigotti si sia tradotta sotto il profilo causale in una scarsa produzione scientifica e in una riduzione dell`attività di ricerca che è poi sfociata nella bocciatura al concorso nazionale per professore associato“.

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