Risarcimenti “Liberatoria soltanto se arrivano i soldi”
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fonte:
- La Stampa
L’avvio dell’udienza preliminare per il maxi processo Eternit è servito all’associazione Familiari vittime amianto e al comitato Vertenza amianto per chiedere delucidazioni ai legali della controparte sulle offerte che Stephan Schmidheiny ha avanzato sia nei confronti degli ex-lavoratori (al massimo 60 mila euro) e dei cittadini (al massimo 30 mila euro), relative all’impegno che va sottoscritto di rinunciare alla costituzione di parte civile nei confronti del magnate svizzero e a qualunque rivendicazione futura. «In Italia, per questioni di questo tipo – dice Bruno Pesce del comitato Vertenza Amianto – vale sempre la regola del ”salvo buon fine” come per gli assegni. Questa clausola non è prevista, se non verbalmente e quindi ex lavoratori e cittadini si troverebbero a firmare una sorta di cambiale in bianco, senza essere certi che poi il risarcimento vada a buon fine. Se mancasse per esempio un documento il rischio sarebbe concreto». Altra chiarificazione va fatta sul risarcimento per i malati di mesotelioma in America, che può interessare anche cittadini italiani. L’associazione consumatori Codacons, costituitasi parte civile nel processo Eternit, si mette a disposizione di chi volesse accedere ai fondi di indennizzo che sono stati imposti alle aziende Usa produttrici di amianto. «I fondi – dice Pesce – riguardano però solo le persone che hanno lavorato per queste ditte americane. E’ bene non fare confusione».
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Tags: Amianto, bruno pesce, eternit, parte civile, processo, stephan schmidheiny, vertenza
