23 Gennaio 2014

Risarcimenti, anche il Codacons valuta azioni legali

Risarcimenti, anche il Codacons valuta azioni legali

«QUALCUNO risarcirà i danni che abbiamo subito alle nostre case, alle nostre auto immerse nell’ acqua da giorni?». Se lo chiedono tutti i cittadini delle zone colpite dall’ alluvione, Bastiglia, Bomporto, Camposanto. Adesso che la falla dell’ argine è stata chiusa i cittadini vedono avvicinarsi la fine dell’ incubo e la paura lascia il posto alla rabbia: la gente vuole un responsabile (la versione che la colpa è delle nutrie non convince nessuno) e vuole che questo responsabile paghi. Qualcuni si sta muovendo autonomamente contattando avvocati, come il comitato che ha incaricato il legale Massimo Jasonni di portare avanti una ?class action’. Ma anche le associazioni dei consumatori stanno analizzando il problema per capire se ci sono gli estremi per un’ azione collettiva di richiesta risarcimento danni. Fabio Galli del Codacons spiega che «si sta costituendo un comitato, chiamato ?Insieme è meglio’, che nasce sotto la spinta dell’ ideatrice di una pagina su Facebook, Lisa Secchia, che ha contattato il Codacons che a sua volta ha contattato alcuni legali personalmente coinvolti dall’ alluvione e che hanno già manifestato la loro volontà ad agire contro gli eventuali responsabili». Si è costituito su Facebook anche il comitato ?Alluvionati e incazzati’, che ha già quasi novemila seguaci. «Ora la priorità è senza alcun dubbio quella dell’ emergenza – dice Galli – ma, un minuto dopo, dovrà scattare una mappatura di tutte le attività che gravitano intorno alla messa in sicurezza dei fiumi. I cittadini dovranno essere informati su quali sono gli enti che hanno direttamente o indirettamente compiti di manutenzione e di vigilanza in maniera che si possano colpire eventuali responsabilità, anche civilistiche». Sarà determinante, anche per le azioni civilistiche, l’ indagine conoscitiva senza indagati e senza ipotesi di reato aperta dalla Procura di Modena per capire le cause della rottura dell’ argine. La prima fonte a cui i magistrati chiederanno spiegazioni è Aipo, l’ Autorità per il bacino del Po che ha competenza per il fiume Secchia dalla montagna a valle. All’ Aipo la Procura chiederà conto anche delle manutenzioni eseguite sull’ argine. Ma anche Regione, Prefettura, Comune e Provincia di Modena vogliono vederci chiaro. «Bene ha fatto il tavolo istituzionale – commenta il presidente del Codacons – ad incaricare tecnici dell’ Aipo di verificare lo stato degli argini a partire dalle zone interessate dagli allagamenti. Ma ancor meglio ha fatto a istituire una commissione con il compito di verificare le cause che hanno provocato l’ apertura della breccia nell’ argine del Secchia. Mai come in questo frangente c’ è bisogno di sapere, con certezza documentata, se chi doveva fare, ha fatto e se lo ha fatto bene». Silvia Saracino.
saracino silvia

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