Risarcimenti: ai superstiti o investiti in sicurezza
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fonte:
- il Tirreno
GROSSETO Subito dopo che la richiesta della Procura, toccherà a loro. C’ è chi è pronto, chi deve ancora perfezionare il tiro e chi non si lascia sfuggire neanche una parola. Sono giorni frenetici questi per le parti civili, che a vario titolo e in vari modi sono pronte a chiedere il risarcimento danni per i rispettivi assistiti, coinvolti direttamente o indirettamente nel naufragio della Costa Concordia. Naufraghi, Comune gigliese, associazioni, fino alla famiglia di quell’ unica vittima per cui ancora non è stato versato un centesimo: Gabriele Maria Grube. Anche se la sua storia è del tutto particolare. Forse conviene partire proprio dalla turista berlinese per capire quanto sia complicato il lavoro degli avvocati. I suoi eredi infatti, a tre anni di distanza, non si trovano. Il governo tedesco ha dato mandato di rintracciarli, incaricando all’ avvocato Cesare Bulgheroni di seguire il caso dal teatro Moderno di Grosseto. «Chiederemo un milione e due, un milione e mezzo» spiega il legale del pool Giustizia per la Concordia, che oltre il caso Grube segue anche una coppia di naufraghi greci. «Per loro chiederemo mezzo milione: hanno un’ invalidità del 25 per cento». Stime che arrivano dalla mole di certificati medici che gli avvocati hanno presentato al tribunale. La sua collega Alessandra Guarini, dello stesso pool, rappresenta una naufraga biellese, Chiara. «Lei ha un’ invalidità del 30 per cento, e chiederemo 654mila euro». Non è la percentuale a far salire la cifra, ma l’ età: la biellese è più giovane dei greci e quindi porterà più a lungo (almeno così dice la logica) i segni della Concordia. Sono molti dunque i fattori che incidono nel calcolo di ogni singolo risarcimento. E si capisce bene allora le difficoltà per alcuni legali, impegnati a rappresentare clienti stranieri. L’ avvocato Alessandro D’ Amato, figuriamoci, ne rappresenta ben novantaquattro, tra naufraghi e membri dell’ equipaggio. Così, per riuscire ad arrivare a cifre precise, è in incessante contatto con uno studio americano che via via gli trasmette i documenti necessari. Con tutti i problemi annessi, di lingua (dei rappresentati) e di stesura di perizie precise. Chi ha già le idee chiare invece è Michelina Suriano, che rappresenta sette naufraghi. «Per due di loro non chiederemo meno di 700mila euro, per tre meno di 600mila e per gli altri due non meno di 500mila». Qua invece a fare la differenza sono i certificati stessi. «I risarcimenti più grandi sono dovuti a malattie irreversibili dovute al naufragio: un cliente ad esempio ha contratto una sindrome parkinsoniana dopo l’ evento. Così come gli altri, tutti hanno a che fare con danni post traumatici». Lasciando le persone fisiche diventa più difficile raccogliere qualche anticipazione dalle parti civili. Il legale del Comune dell’ Isola del Giglio, Alessandro Maria Lecci, ad esempio non apre bocca. Ma le ultime stime in aula sfiorano i 200milioni di euro. Giuliano Leuzzi di Codacons invece non si nasconde e conferma i 10 milioni già annunciati. «Verranno investiti per la sicurezza nei trasporti marittimi» spiega. Alfredo Faetti.
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