3 Dicembre 2017

Il risanamento non può attendere Il sollecito arriva da Bruxelles

 

Realizzare subito il piano
ambientale, prima possibile.
E comunque, fino a quando il
piano ambientale non sarà ter-
minato lo stabilimento side-
rurgico di Taranto, almeno
per la parte dell’area a caldo,
la più inquinante, non potrà
lavorare a pieno regime. No-
nostante la potenzialità di ol-
tre 10 milioni di tonnellate an-
nue, cioè, l’acciaieria di Ta-
ranto dovrà fermarsi al massi-
mo alle attuali sei milioni di
tonnellate per evitare che
all’aumento della produzione
corrispondano l’aumento del-
le emissioni inquinanti. Lo
hanno chiarito ancora una vol-
ta da Bruxelles a proposito
del prolungamento dei tempi
della procedura di cessione
dell’Ilva.
«Il pieno rispetto del nuo-
vo piano ambientale» dell’Il-
va «potrebbe richiedere più
tempo, a causa della mole di
lavori ed il ritmo del proces-
so di privatizzazione che an-
cora non è concluso, ma fino
a quando il pieno rispetto
non sarà raggiunto, l’impian-
to dell’Ilva non funzionerà
nella sua piena capacità, al fi-
ne di ridurre l’inquinamento.
La Commissione Ue ha insi-
stito sulla necessità urgente
dei lavori di bonifica, che
non dovrebbero subire ritar-
do». Sono queste le dichiara-
zioni arrivate da un portavoce
della Commissione europea
in erisposta a chi chiedeva se
la scadenza del 2023 per la
bonifica dell’Ilva non sia un
lasso di tempo troppo ampio.
E se c’è chi spera che il ri-
corso del Comune e della Re-
gione Puglia contro il Dpcm
della presidenza del consiglio
dei ministri sia ritirato, c’è an-
che chi invece sostiene l’azio-
ne giudiziaria promossa dagli
enti locali e lo farà anche nel-
le aule del tribunale ammini-
strativo. Tra questi c’è il Co-
dacons che ha annunciato uffi-
cialmente che interverrà for-
malmente dinanzi al Tar, a so-
stegno del ricorso promosso
dalla Regione Puglia e dal
Comune di Taranto contro il
decreto del presidente del
Consiglio relativo al nuovo
piano ambientale dell’Ilva.
«Abbiamo deciso di scen-
dere in campo affiancando le-
galmente Regione e Comune
nella battaglia avviata al Tar
– spiega il presidente Carlo
Rienzi – Questo perché rite-
niamo che il diritto al lavoro
vada difeso, ma non possa
mai andare a danno della salu-
te dei cittadini e della colletti-
vità, anche in considerazione
del fatto che il nostro ordina-
mento tutela in modo prima-
rio interessi fondamentali co-
me appunto quello relativo al-
la salute pubblica», si legge
in una nota del Codacons.
Il clima del tutti contro tut-
ti sembra insomma più che
mai essere preponderante sul
caso Ilva.
«I sindacati che si oppon-
gono al ricorso al Tar si barri-
cano su posizioni ideologiche
e appaiono vittime dei ricatti
del Governo e dei “padroni”
vecchi e nuovi dell’Ilva, ma
così facendo si rischia di ripe-
tere gli errori del passato: ba-
sti pensare alla vicenda “Far-
moplant”, quando l’ostruzioni-
smo dei lavoratori impedì di
fermare l’attività dell’azienda
da cui scaturì una grave emer-
genza ambientale a partire
dal 1988», aggiunge poi il re-
sponsabile dell’associazione
dei consumatori e dei cittadi-
ni, Rienzi.
Il Codacons dunque depo-
siterà nei prossimi giorni for-
male intervento al Tribunale
Amministrativo Regionale a
sostegno della Regione Pu-
glia e del Comune di Taran-
to. E non è tutto: annuncia an-
che per i prossimi giorni una
clamorosa iniziativa nell’am-
bito del processo in Corte
d’Assise sul caso Ilva, dove
si sta celebrando il procedi-
mento denominato “Ambien-
te Svenduto”.

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