Risale il prezzo della benzina, verde a quota 1,7 al litro
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fonte:
- Il Messaggero
CARBURANTI ROMA Un’ illusione durata qualche settimana: il prezzo del petrolio che sembrava in costante picchiata ora è in rapida impennata. Il barile torna a farsi più prezioso. Immediata conseguenza, pieno più caro. Benzina che veleggia verso quota 1,7 euro al litro. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, il prezzo medio della Verde ieri andava dall’ 1,661 euro al litro di Eni all’ 1,690 di Tamoil. Punta massima al Sud con 1,763. La stima Istat di febbraio segnala un +1,4% per la benzina e un +0,7% per il gasolio rispetto al mese di gennaio. «E’ un rincaro – si giustifica l’ Unione petrolifera – strettamente legato alla ripresa delle quotazioni internazionali sia del greggio che dei prodotti raffinati. Un barile di Brent è cresciuto mediamente di 16 dollari, quello dei prodotti raffinati scambiati sui mercati internazionali di oltre 12 centesimi al litro. Nello stesso tempo il prezzo industriale della benzina (al netto delle tasse) è aumentato mediamente di 8,6 centesimi, mentre quello del gasolio di 8,5. Rispetto a un anno fa nel mese di febbraio i prezzi medi industriali (al netto delle tasse) sia della benzina che del gasolio sono inferiori di circa 18 centesimi a fronte di variazioni sui mercati internazionali intorno ai 15 centesimi». Comunque sia, secondo stime del Centro Studi Promotor, a gennaio gli italiani hanno risparmiato 761 milioni di euro, nonostante i consumi siano aumentati dello 0,4%. Lo scorso mese la spesa alla pompa è stata di 4,137 miliardi contro i 4,898 dello stesso mese del 2014 con un calo del 15,5%. Anche il gettito per l’ Erario chiude in rosso il suo bilancio di gennaio. Gli introiti sono stati di 2,654 miliardi contro i 2,787 del gennaio dello scorso anno con un calo del 4,8%. C’ è da ricordare che sui carburanti auto le imposte sono costituite da una accisa e dall’ Iva che si applica alla somma delle componente industriale dell’ accisa. Tra gennaio 2015 e gennaio 2014 l’ accisa è rimasta invariata e così pure l’ aliquota Iva, ma il calo della componente industriale ha determinato una contrazione dell’ imponibile Iva cui è derivato il minor gettito. Le associazioni dei consumatori, che già nei giorni scorsi avevano paventato possibili rincari, ora denunciano aumenti «abnormi e del tutto ingiustificati». Scende nei dettagli il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Lo scorso 13 gennaio il petrolio veniva quotato attorno ai 45 dollari al barile e la verde raggiungeva i suoi valori minimi dal 2011 (circa 1,472 euro al litro), oggi le quotazioni vedono il barile a 48,96 dollari e le benzina è vicina a 1,7. Questo significa che mentre il petrolio dal 13 gennaio ha subito un incremento dell’ 8,8% la benzina è aumentata del 14,8%. Una fuga in avanti che costa agli automobilisti un maggiore esborso di quasi 11 euro a pieno». Luciano Costantini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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