“Riprotetti” ma beffati: «Una truffa»
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fonte:
- La Sicilia web
dopo lo stop di wind jet proteste sui voli alternativi: «fino a 120 euro per non restare a terra»
Mario Barresi Catania. I terminal ferragostani raccontano storie di sudore e di rabbia. Come quella dell’ imprenditore pugliese Antonio De Bari, a cui il mancato accordo Alitalia-Wind Jet è già costato 250 euro a persona. Questa è la cifra che ha dovuto sborsare per far rientrare in Italia moglie, suocera e due figlie (una di un anno e l’ altra di quattro) da una vacanza a Mosca. Il “supplemento” insomma, è di oltre 1.200 euro, per un pacchetto Wind Jet che l’ uomo aveva pagato in tutto 608 euro, «e dire che avevo prenoto in anticipo proprio per risparmiare». O come l’ odissea dei circa 200 israeliani, per lo più turisti, che dopo una settimana di vacanza in Italia e che stavano tornando a Tel Aviv con un charter della compagnia siciliana, l’ IV 6982, cancellato alle 23 di sabato. Hanno bivaccato e dormito, la scorsa notte a Fiumicino, e sono riusciti a partire nel tardo pomeriggio di ieri su un volo allestito ad hoc dalla compagnia Mistral. Sono soltanto due di migliaia di disperati racconti, nel primo “plotone” dei 300mila passeggeri senza più aereo – secondo l’ Enac – da qui a ottobre. Dalla mezzanotte di sabato lo stop dei voli Wind Jet ha fatto scattare una corsa impazzita. Passeggeri smarriti e imbufaliti, con un arrembaggio ai banchi di tutte le compagnie per trovare un altro volo. Sulla rottura delle trattative è intervenuto anche il garante per gli scioperi, Roberto Alesse in quanto «quello che sta accadendo, pur non configurandosi, ovviamente, come una forma di sciopero, sta producendo effetti dannosi sul piano dell’ erogazione del servizio pubblico». Ed esprime «perplessità per il fatto che la rottura delle relazioni tra Wind Jet e Alitalia si stia determinando proprio nel mese di agosto, durante il quale scatta il cosiddetto “periodo di franchigia”, previsto espressamente dalla Regolamentazione del settore del trasporto aereo». ll piano di riprotezione, che prevede scali aerei aperti di notte e aerei messi a disposizione da Alitalia e dalle altre compagnie italiane (Blue Panorama, Neos, Livingston, Meridiana) è scattato. Ma con strascichi di caos e di proteste. A partire dal balzello supplementare – anche fino a 100 euro a persona – che sono costretti a pagare gli utenti. Sulle tariffe applicate è scattata l’ ira delle associazioni dei consumatori. «L’ unica strada percorribile e davvero efficace è quella di una azione risarcitoria collettiva», dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, il quale annuncia che si rivolgerà alla Procura di Roma, contestando il reato di truffa ad alcune compagnie. Adusbef e Federconsumatori parlano di «riprotezione scandalosa», mentre Carmelo Calì (presidente di Confconsumatori) chiede «che il “piccolo supplemento” di cui parlava l’ Enac venga imposto a tutte le compagnie in una misura minima comunque non superiore a 20 euro a tratta, e senza nessun costo aggiuntivo di qualsiasi tipo, compreso quello per l’ emissione dei biglietti». Ma il presidente di Assotravel Confindustria, Andrea Giannetti mette in guardia: «Pensare che un compagnia riprotegga i passeggeri a costo zero è praticamente impossibile. È certamente una situazione imbarazzante che costerà ai passeggeri qualcosa, soprattutto in questo periodo dell’ anno, ma quando mai questo non accade quando c’ é un fallimento? ». Sulla vicenda è intervenuto l’ Enac. «Sui rimborsi l’ Enac sarà rigoroso», afferma il presidente Vito Riggio. Ricordando che, come previsto dal regolamento comunitario, i passeggeri costretti ad acquistare nuovi biglietti di altre compagnie per raggiungere le destinazioni, «hanno diritto al rimborso del sovraprezzo da parte della Wind Jet». Che però è sull’ orlo del crac. 13/08/2012.
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