15 Aprile 2020

Ripresa, parola ai medici «Il 30 maggio? Difficile»

LO SCENARIO Pasquale Tallarino Parola agli scienziati. Oggi la commissione tecnica federale si riunirà per stabilire se «l’ azienda» calcio potrà ripartire, a cominciare dagli allenamenti. Saranno dettate linee guida, ci sarà un vademecum che riguarderà il comportamento degli atleti nei centri sportivi sanificati. Risulterà determinante (forse vincolante) anche il parere dei medici delle società e la parola d’ ordine sarà prudenza. Non a caso, il presidente dei medici di calcio, Enrico Castellacci ha commentato: «Vedo difficile fissare la ripresa del campionato per il 30 maggio». I medici sportivi dei club di Serie B si riuniranno a propria volta domani alle ore 17. Se arriverà l’ ok agli allenamenti, a patto che il Dpcm ponga fine al lockdown entro il 3 maggio, le partite saranno giocate «sotto vuoto», senza pubblico, a porte chiuse. Lo ha ribadito anche l’ Istituto superiore di sanità, dopo il botta e risposta del giorno prima tra Rezza e la Lazio. LE DECISIONI È tempo di riunioni ma è anche «tempo di decisioni» e che qualcuno «si assuma le proprie responsabilità». Lo ha auspicato Giovanni Malagò, presidente del Coni, chiamando in causa i presidenti di Serie A. «Spero che il calcio riparta il prima possibile ha detto a Dazn ma tutti devono perdere qualcosa. Una cosa è allenarsi e un’ altra sarà fare la partita». Sospese tra l’ attesa e la voglia matta di pallone, le squadre attendono il fischio d’ inizio. Si tiene «allenato» al video tape anche Ventura, l’ allenatore della Salernitana. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha detto che su Skype ha avviato insieme al preparatore atletico un nuovo programma di allenamento per i calciatori. Ha parlato in modo schietto di ripresa e di stipendi, non si è nascosto. «Leggo date buttate lì, tante chiacchiere. Solo i medici potranno dirci quando giocare ha commentato – Senza quarantena si dovrà convivere con il virus: come si farà? Serve un protocollo chiaro: se ci fosse un positivo in una squadra si fermerebbe ancora il campionato? Una buffonata. Se si riparte, il campionato deve anche finire. Vale per tutti. Il taglio degli stipendi deve essere una cosa soggettiva: non ci può essere solo l’ imposizione dei club». I TIFOSI Nel frattempo fa sentire la propria voce anche il Codacons, perché il palinsesto è fermo e i tifosi sono consumatori. «Le società di calcio non possono aggrapparsi ad alibi e postille: devono rimborsare interamente il costo dell’ abbonamento, cioè l’ equivalente degli eventi non goduti». Lo afferma l’ avvocato Matteo Marchetti, vice segretario nazionale e ufficio legale Codacons Campania. La Salernitana, nei primi giorni dell’ emergenza sanitaria da Covid-19, si era cautelata comunicando che non sarebbe stata svolta la seconda giornata granata. Nella propria policy, per quanto riguarda le norme contrattuali che accompagnano la sottoscrizione dell’ abbonamento, il club non prevede rimborso dell’ abbonamento ma l’ emissione di un biglietto gratuito per un evento successivo. «Non basta – dice l’ avvocato Marchetti – non può valere come voucher. È già accaduto per le compagnie aeree e la Commissione Europea ha già chiarito che l’ unica soluzione è lo storno in denaro». C’ è però una via d’ uscita, un po’ come il discorso del taglio per gli stipendi dei calciatori. «La trattativa privata è sempre consentita: tifoso e club possono stabilire che la parte residuale dell’ abbonamento venga caricata sulle partite del prossimo campionato. In questo modo, il nuovo abbonamento alle gare casalinghe costerà di meno. È un buon compromesso, nessuno lo vieta». Alcuni club, d’ intesa con gli abbonati, hanno deciso di devolvere il residuo degli abbonamenti sostenendo iniziative benefiche. «Tutto si può fare risponde il Codacons – basterà accordarsi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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