Ripopolamento ittico, esposto del Codacons
-
fonte:
- Catania oggi
Il Codacons (Coordinamento delle organizzazioni a difesa dell’ ambiente e dei consumatori ) ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere la verifica delle spese sostenute dai Consorzi di ripopolameto ittico. Lo rendono noto il Segretario Nazionale Francesco Tanasi e il penalista Bruno Messina Dirigente dell’ Ufficio Legale dell’ organizzazione dei consumatori. Bisogna tener presente, affermano Tanasi e Messina, che in tutta la Sicilia sono stati istituiti 11 Consorzi di ripopolamento ittico che rappresentano enti pubblici sottoposti al controllo della Regione, aventi quali soci Regione, Provincie e Camere di Commercio. Come si rileva dalle inchieste giornalistiche realizzate sembrerebbe che i predetti consorzi non abbiano svolto nel corso degli anni le varie attività per le quali erano stati istituiti, ossia quelli di incentivare iniziative per il riequilibrio del patrimonio ittico mediante opere di ripopolamento, l’ istituzione ed il mantenimento in efficienza di strutture che provochino una modificazione dell’ ambiente naturale in modo da aumentare i livelli qualitativi e quantitativi della produzione ittica. La legge Regionale 31/1974 stabilisce che a favore di consorzi di enti pubblici locali diretti ad attuare iniziative per lo sviluppo del patrimonio ittico l’ Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare iniziative: 1) per la istituzione ed il mantenimento in efficienza, nelle acque costiere dell’ Isola precluse alla pesca a strascico, di zone di ripopolamento attivo mediante la realizzazione sul fondo di idonee strutture che provochino una modificazione dell’ ambiente naturale in modo da aumentare i livelli quantitativi e qualitativi della produzione ittica e da impedire nel contempo la pesca con attrezzature radenti; 2) per l’ attività di vigilanza nelle zone di ripopolamento di cui al punto precedente; 3) per il controllo sull’ andamento e lo sviluppo della produzione nelle zone di ripopolamento in rapporto alle zone viciniori, da affidarsi ad istituti scientifici specializzati. In particolare i compiti specifi cei consorzi sono 1) l’ istituzione ed il mantenimento in efficienza nelle acque costiere della singola zona di riferimento già precluse alla pesca a strascico, di zone di ripopolamento attivo mediante la realizzazione di idonee strutture che provochino una modificazione dell’ ambiente naturale in modo da aumentare i livelli quantitativi e qualitativi della produzione ittica e da impedire nel contempo la pesca con attrezzature radenti; 2) la tutela e la fruizione del patrimonio ambientale e marino ivi comprese le attività di ricerca nell’ ambito ed in conformità alle direttive del dipartimento regionale della pesca; 3) l’ attività di vigilanza nelle zone di ripopolamento di cui al punto 1); 4) il controllo sull’ andamento e lo sviluppo della produzione nelle zone di ripopolamento ittico in rapporto alle zone viciniori, da affidarsi ad istituti scientifici specializzati; 5) la tutela e la valorizzazione delle risorse marine; 6) lo svolgimento di attività di orientamento, formazione, creazione di imprese finalizzate alla tutela, alla fruizione e alla messa in produzione dell’ ambiente marino e costiero. Conseguentemente, qualora dai Consorzi di ripopolamento ittico dell’ Isola non sia stata svolta attività alcuna ovvero siano mancate delibere e/o iniziative dirette alle finalità predette, ogni contributo, quota e/o dazione di danaro pubblico dovrà ritenersi acquisita indebitamente. Pertanto il Codaconschiede alla Corte dei Conti di accertare le modalità con cui sono state impiegate, nel corso degli anni le risorse economiche erogate ai Consorzi di ripopolamento ittico siciliani; precisare se le delibere e/o iniziative assunte risultino congrue rispetto al danaro erogato; infine, se sia stato procurato un danno alla Regione Siciliana o ad altri Enti pubblici e quindi sanzionare i responsabili condannandoli al risarcimento dei danni.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
